Gli Stati Uniti si preparano ad effettuare i primi trapianti di utero da donatrici morte. Per il momento si tratta ancora di una fase sperimentale utile all'elaborazione di una ricerca che in futuro, se porterà i dati sperati, potrà permettere questo tipo di operazione. Lo studio, intitolato “Uterine Transplantation for the Treatment of Uterine Factor Infertility”, verrà condotto dalla Cleveland Clinic su 10 donne che saranno scelte tra 100 volontarie sottoposte a specifiche analisi utili a verificarne il livello di infertilità e la coerenza con il tipo di paziente ricercato.

Nel dettaglio, le donne volontarie sono caratterizzate da infertilità da fattore uterino che significa che non possono rimanere incinte poiché nate senza utero, come accade a circa 1 donna su 4.500 negli USA, oppure private dell'utero in seguito a isterectomia, ad incidenti o ad infezioni. L'età varia tra i 21 e i 45 anni e quelle sopra i 40 anni devono essere state sottoposte a trattamenti per la fertilità (creazione e congelamento degli embrioni) prima dei 39 anni.

La ricerca della Cleveland Clinic prende spunto dai test già effettuati in Svezia dove a 9 donne è stato trapiantato l'utero: di queste 5 sono rimaste incinte e 4 hanno completato la gravidanza. In questo caso, le donatrici di utero erano donne vive imparentate con le pazienti, mentre lo studio americano punta ad utilizzare uteri di donne decedute per evitare che pazienti sane e vive debbano affrontare i pericoli di una simile operazione chirurgica.

Gli scienziati spiegano che le donne che verrano sottoposte a questo trapianto potranno sperare di rimanere incinte solo in seguito a trattamenti per la fertilità e fecondazione in vitro, poiché il nuovo utero non sarà collegato alle loro tube di Falloppio, come naturalmente dovrebbe essere.

Una volta portata a termine la gravidanza, se l'operazione dovesse andare a buon fine, le donne dovranno essere sottoposte a cesareo per evitare sforzi all'utero e successivamente potranno decidere se tenere l'utero per un secondo figlio o se procedere con l'isterectomia che, in ogni caso, verrà effettuata dopo la seconda gravidanza per evitare al corpo di dover subire gli effetti dei farmaci immunosoppressori necessari per evitare il rigetto dell'organo.

[Foto copertina di Greyerbaby]