Dagli Stati Uniti arriva un annuncio che potrà cambiare la vita a molti pazienti. La Johns Hopkins University School of Medicine ha fatto infatti sapere di aver ricevuto l'approvazione da parte dello United Network for Organ Sharing per poter effettuare i primi trapianti di organi tra pazienti sieropositivi. Quanto accordato permetterà di salvare, solo negli USA, tra i 600 e i 1.000 pazienti ogni anno, una cifra che non può passare inosservata.

Al momento non c'è una data precisa che indichi quando verrà effettuato il primo trapianto, in quanto ancora bisogna trovare la giusta corrispondenza tra donatore e ricevente, ma non appena ci sarà la possibilità, i medici del John Hopkins provvederanno al trapianto. Quanto alla sicurezza dell'intervento, le esperienze riportate dal Sud Africa, dove è già possibile effettuare operazioni simili tra pazienti sieropositivi, dimostrano che questo tipo di intervento è efficace.

L'unico rischio potrebbe essere la superinfezione, quindi la possibilità che nel paziente ricevente venga trapiantato l'organo di un donatore che soffriva di una forma di HIV più forte potenzialmente pericolosa. In questo caso, spiegano i ricercatori, i medici faranno in modo di evitare la mancata corrispondenza tra le tipologie di HIV e utilizzeranno i necessari trattamenti.

“Il trapianto di organi è, ad oggi, ancor più importante nei pazienti con l'HIV, visto che hanno aspettative di vita inferiori rispetto a quelle degli altri pazienti in lista d'attesa – spiega Dorry L. Segev della the Johns Hopkins University School of Medicine – Ringraziamo il Congresso, Obama e la comunità dei trapianti per averci concesso l'opportunità di utilizzare gli organi di pazienti sieropositivi per salvare altre vite invece di gettarli, come abbiamo dovuto fare per anni”.

Quanto all'Italia, i pazienti sieropositivi hanno la possibilità di ricevere trapianti di rene, pancreas, cuore, polmone e fegato, ma solo da pazienti non sieropositivi. La speranza è che quanto approvato negli USA possa aprire nuove opportunità anche ai nostri pazienti.