Sia la scienza che l'esperienza ci hanno insegnato che gli uomini tendono ad avere più senso dell'orientamento rispetto alle donne. Ma cosa permette ai maschi di avere questo tipo di vantaggio? Alla domanda rispondono i ricercatori della Norwegian University of Science and Technology (NTNU) che, nello studio intitolato “Changes in spatial cognition and brain activity after a single dose of testosterone in healthy” che verrà pubblicato a febbraio su Behavioural Brain Research, spiegano come il testosterone riesca a condurre prima gli uomini verso la fine di un labirinto.

Lo studio è stato effettuato attraverso risonanza magnetica funzionale su un gruppo di uomini e donne, dotati di occhialini 3D e un joystick, ai quali è stato chiesto di risolvere in 30 secondi 45 compiti legati all'abilità di orientamento all'interno di un labirinto virtuale, ad esempio “trovare un'auto gialla”. I dati raccolti hanno mostrato che gli uomini riuscivano a completare il 50% in più di compiti richiesti rispetto alle donne. Per ottenere questi risultati, i maschi hanno sfruttato i punti cardinali, “Per raggiungere un palazzo gli uomini generalmente tendono a raggiungere il punto di arrivo. Le donne invece si orientano strada facendo”, spiega Carl Pintzka, autore dello studio. In pratica le donne sfruttano dei punti di interesse, mentre gli uomini quelli cardinali, che risultano essere più efficaci al fine dell'orientamento.

La risonanza magnetica funzionale ha inoltre mostrato che gli uomini utilizzano di più l'ippocampo mentre le donne l'area frontale del cervello. Da questo si deduce che l'ippocampo viene chiamato in causa per sfruttare i punti cardinali. Secondo i ricercatori dietro a questo tipo di differenze ci sarebbero motivi evoluzionistici legati ai ruoli che uomo e donna avevano nell'antichità (caccia vs raccolta). In pratica, spiega Pintzka, “Le donne sono più rapide a trovare gli oggetti in casa, mentre gli uomini sono più veloci a trovare la casa stessa”.

Il secondo step dello studio è stato analizzare la correlazione tra testosterone e capacità di orientamento. Per riuscirci, i ricercatori hanno chiamato in causa altre donne divise in due gruppi, al primo è stata somministrata una goccia di testosterone al secondo del placebo. Alle partecipanti è stato chiesto di risolvere un labirinto. I dati raccolti in questo caso non hanno mostrato maggiori competenze nelle donne che avevano ricevuto il testosterone, ma solo una maggiore attivazione dell'ippocampo e una migliore conoscenza della struttura del labirinto.

Questo studio è importante perché la perdita del senso dell'orientamento è il primo sintomo dell'Alzheimer che, tra l'altro, colpisce molto più le donne. Quanto analizzato potrebbe aiutare a capire come le differenza tra uomo e donna possano essere sfruttate per migliorare eventuali cure di questa malattia degenerativa.

[Foto copertina di LoggaWiggler]