Gli oceani si stanno riscaldando più velocemente del previsto e questo avrà conseguenze devastanti per tutti noi. La notizia arriva dai ricercatori della University of California – Berkeley che su Science hanno pubblicato lo studio intitolato “How fast are the oceans warming?” e che mostra come grazie alle nuove tecnologie sia stato possibile analizzare meglio l’andamento delle temperature. Vediamo nel dettaglio ciò che c’è da sapere.

Più caldo, più in fretta. Se in generale il nostro Pianeta sta vivendo il quarto anno di seguito da record per quanto riguarda il caldo, in particolare, per quanto riguarda gli oceani, c’è da dire che la situazione non è certo migliore. In questi ultimi 15 anni infatti sembrerebbe che le temperature si siano alzate più rapidamente di quanto previsto. “Se volete vedere dove sta avvenendo il riscaldamento globale, guardate nei nostri oceani” ha dichiarato Zeke Hausfather, co autore dello studio che spiega “Il riscaldamento del mare è un indicatore importantissimo per i cambiamenti climatici e abbiamo prove evidente che si sta riscaldando molto più rapidamente di quanto pensassimo”.

Perché gli oceani sono importanti. Viene da chiedersi perché il riscaldamento dell’acqua del mare sia così importante. Gli esperti ci spiegano che circa il 93% dell’energia solare in eccesso intrappolata dai gas serra si accumula negli oceani, agendo così in generale sul riscaldamento globale e, a differenza delle temperature in superficie, quelle dell’oceano non sono influenzate dalle variazioni provocate da eventi come El Nino o le eruzioni vulcaniche.

Effetti devastanti. Le temperature stanno incrementando molto rapidamente e si calcola che entro la fine del secolo saranno superiori di 0,78 gradi Celsius rispetto ad ora, questo porterà ad un innalzamento del livello del mare di 30 centimetri oltre a quello provocato dallo scioglimento dei ghiacciati, con immaginabili conseguenze su tutte le aree sul mare. A tutto ciò dobbiamo aggiungere che oceani più caldi significa anche tempeste, uragani e precipitazioni più abbondanti e violenti.

Come sono giunti a questa scoperta. Gli esperti spiegano di aver utilizzato dei robot speciali in grado di misurare la temperatura dell’oceano, il pH, la salinità e altri dati a profondità pari a 2000 metri.