Gli insetti sociali hanno il cervello meno sviluppato di quelli solitari
in foto: Gli insetti sociali hanno il cervello meno sviluppato di quelli solitari

Gli studiosi del Drexel University College of Arts and Sciences hanno scoperto che, a differenza dei vertebrati, negli insetti la presenza di una società strutturata riduce lo sviluppo cerebrale. Lo studio comparativo effettuato suggerirebbe infatti che, con lo sviluppo del comportamento sociale, le regioni cerebrali destinate ai processi cognitivi, nelle specie di insetti sociali, tendono a ridursi, una conseguenza questa che è opposta rispetto a quella di tutti i vertebrati, dai mammiferi ai pesci, passando per gli uccelli, nei quali invece si registra una crescita di queste aeree.

Il tipo di gruppo famigliare all'interno del quale crescono gli insetti potrebbe essere il motivo di questo rallentamento della crescita del cervello. Secondo i ricercatori infatti in una famiglia i conflitti sono minori e si tende a ragionare di più in un'ottica di gruppo che quindi non richiede l'eccellenza dell'individuo. Diverso è invece per i mammiferi, ad esempio, che nella maggior parte dei casi escono dal gruppo famigliare per crearsene uno nuovo attraverso la competizione con altri soggetti.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati, guidati dal professor Sean O'Donnell, hanno analizzato l'evoluzione del cervello di 29 specie di vespe, sia sociali che solitarie, provenienti dal Costa Rica, dall'Ecuador e da Taiwan. I dati raccolti hanno evidenziato come le specie di insetti solitari avessero i corpora pedunculata, parti del cervello utilizzate per l'integrazione multisensoriale, l'apprendimento e la memoria spaziale, più sviluppati rispetto a quelli riscontrati negli insetti sociali. Per questo motivo, secondo i ricercatori, lo sviluppo sociale sarebbe direttamente connesso alla riduzione delle capacità cognitive degli insetti.

Lo studio, intitolato “Distributed cognition and social brains: reductions in mushroom body investment accompanied the origins of sociality in wasps (Hymenoptera: Vespidae)”, è stato pubblicato su Proceedings of the Royal Society B.