I ricercatori della Washington University fanno sapere di essere impegnati nello sviluppo di un impianto wireless capace di bloccare il segnale del dolore prima che questo possa arrivare al cervello. Questo tipo di strumenti un giorno potrebbe essere utilizzato in diverse parti del corpo per combattere i dolori che non rispondono ad altre terapie. Lo studio, intitolato “Soft, stretchable, fully implantable miniaturized optoelectronic systems for wireless optogenetics”, è stato pubblicato su Nature Biotechnology.

Il dispositivo è morbido ed elastico, tanto da poter essere inserito anche nelle parti del corpo soggette a frequenti movimenti, ad esempio la vescica, lo stomaco, l’intestino, il cuore e altri organi, e non ha bisogno di essere fissato alle ossa, ma bastano alcuni punti di sutura. Contiene luci microLED capaci di attivare specifiche cellule nervose, tra le quali quelle relative al dolore, al fine di alleviare i pazienti che non trovano pace dal male con le terapie standard.

Per ora questo impianto è stato testato sui topi, modificati geneticamente e dotati di proteine sensibili alla luce in alcune cellule nervose. Per controllare il funzionamento del dispositivo, e che quindi fosse in grado di influenzare la percezione del dolore, i ricercatori hanno eseguito una serie di test che consistevano nel attivare un risposta di dolore in caso di luce accesa. Quando i topi si muovevano attraverso una specifica area del labirinto, i dispositivi venivano accesi così che le cavie si sentissero a disagio. Una volta che si allontanano dal punto predefinito, l’impianto veniva spento e il dolore scompariva. Con il tempo, i topi hanno imparato ad evitare quella zona del labirinto.

Ovviamente la ricerca è ancora in fase sperimentale, ma gli scienziati continuano a lavorare per, un giorno, riuscire a testare questi dispositivi wireless anche sugli esseri umani.

[Foto copertina di Gereau lab/Washington University]