Si parla spesso di diete vegane e vegetariane come soluzioni all'inquinamento globale provocato dal mercato della carne e dei derivati animali, ma cosa succederebbe davvero se improvvisamente tutti smettessimo di mangiare questi alimenti? Ce lo spiegno i ricercatori del Virginia Polytechnic Institute e del Dipartimento dell'Agricoltura americano che hanno realizzato una simulazione degli effetti di un mondo vegano sull'ambiente, sulla nostra salute e sull'economia. Lo studio, intitolato “Nutritional and greenhouse gas impacts of removing animals from US agriculture”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Gas serra e animali. Negli ultimi anni spesso si è parlato dell'impatto dei gas serra emessi dagli allevamenti intensivi di animali e da tutto il settore della carne e dei derivati animali sul Pianeta: inquinamento, riscaldamento globale, distruzione di ecosistemi, sfruttamento del terreno e consumo eccessivo delle risorse idriche, sono alcuni degli effetti di questi prodotti. Naturale è stato dunque chiedersi come cambierebbe la nostra situazione se questi alimenti scomparissero dai nostri piatti.

Statisticamente inutile? Una volta inseriti i dati statistici relativi ai campi coltivati per il mangime, l'acqua utilizzata, le emissioni di metano e altri fattori, i ricercatori sono riusciti ad ottenere una simulazione realistica di un ‘mondo vegano' e hanno scoperto che ci sarebbe un incremento del 23% di cibo destinato agli esseri umani se le terre attualmente utilizzate per la coltivazione dei mangimi venissero utilizzate per prodotti destinati a noi (frutta/verdura). Attenzione però, secondo i ricercatori un immediato cambiamento della dieta porterebbe ad un deficit di minerali, vitamine e acidi grassi assunti normalmente dagli alimenti di origine animale. Va detto però che si sta parlando di uno stop immediato e che queste mancanze potrebbero non esserci in caso di passaggio graduale e integrato con altri alimenti.

Aria più pulita. Parlando di aria pulita, i ricercatori hanno calcolato che ci sarebbe una riduzione del 28% delle emissioni di gas serra, un dato questo più basso rispetto alle aspettative perché bisognerebbe calcolare quelle dei fertilizzanti sintetici che dovremmo produrre per sostituire quelli di origine animale che provengono di solito dagli allevamenti.