Un massiccio studio, su mammiferi provenienti da sei continenti diversi, dimostra che per evitare per quanto possibile gli incontri/scontri con la nostra specie, la fauna selvatica di tutto il mondo sta modificando le sue abitudini diventando sempre più notturna. Gli animali le stanno inventando di tutte pur di evitarci, compreso quello di vivere di notte. L'uomo è oramai dominatore indiscusso della superficie terrestre con i suoi 7,6 miliardi di individui. La fauna selvatica ha sempre meno spazio e volente o nolente deve per forza condividere il pianeta con la nostra ingombrante presenza.

Lo studio ha analizzato 62 specie come leoni in Tanzania, le lontre in Brasile, coyote in California, cinghiali in Polonia e addirittura delle tigri in Nepal, registrando come fosse distribuita la loro attività, anche in base alle relazioni con l'intrusione umana. Oltre a notare un aumento consistente del nottambulismo negli animali selvatici (un + 20%), i ricercatori si sono accorti che non solo le attività chiaramente intrusive come caccia o l'agricoltura intensiva possono influire sulle abitudini, ma anche influenze a basso "impatto" come il campeggio o l'escursionismo. "Potremmo pensare che non lasciamo traccia quando stiamo semplicemente camminando nei boschi, ma la nostra sola presenza può avere conseguenze durature" afferma Kaitlyn Gaynor, un ecologista dell'Università della California, Berkeley, che ha guidato lo studio.

Conclusioni. Non stiamo molto simpatici agli animali selvatici, pare certo, se anche attività innocue come l'escursionismo spingono a modificare i loro cicli vitali pur di non vederci. Questo avrà un impatto diretto su molte di queste specie sopratutto quelle meno adatte alla "vita notturna", ma secondo i ricercatori potrebbe anche aiutare a trovare una collocazione a tutti gli abitanti terrestri del pianeta blu, con gli uomini che lo popolano di giorno e gli animali di notte, mentre la maggior parte di noi dorme.