Gli animali sono esseri senzienti, cioè sono dotati di sensi e di sensibilità: in pratica, se picchi un animale questo non solo prova dolore fisica, ma si innescano in lui anche molte emozioni come, ad esempio, la paura. A confermare questo non sono gli animalisti, ma la scienza che in questi decenni è riuscita a dimostrare l'esatto opposto di quanto creduto in passato. Recenti studi scientifici si sono infatti concentrati proprio sul comprendere se gli animali fossero o no esseri senzienti, ma perché?

Esseri senzienti e non oggetti. In Italia gli animali sono considerati ‘beni mobili‘, in pratica un cane e un gatto hanno per lo stato lo stesso ruolo in casa di una lampada: in caso di asta giudiziaria, un cane così come un televisore possono essere pignorati. Ma un cane prova le stesse emozioni di una lampada? (Cioè nessuna). La risposta è NO e a dirlo non sono i proprietari del cani, ma anni di ricerche scientifiche che hanno permesso agli scienziati di oggi di negare quanto sostenuto in passato.

Perché è importante definire se gli animali sono esseri senzienti. Se consideriamo un animale come un essere in grado di provare emozioni, dobbiamo anche chiederci quali siano le emozioni che prova quando si trova all'interno di un allevamento intensivo, in un laboratorio dove sta per essere utilizzato come cavia, in un canile in cui viene rinchiuso tutta la vita. Insomma, nel momento in cui la scienza afferma che un cane utilizzato per test cutanei può provare non solo dolore, ma anche paura e ansia, i governi devono chiedersi se quanto previsto dalle regole per la sperimentazione (ad esempio) sia accettabile in considerazione appunto delle percezioni dell'animale. Questo passaggio da esseri non senzienti ad esseri senzienti fatto dalla scienza, ha dunque portato alla nascita di altri concetti come quello di ‘benessere animale' e alla trasformazione di alcune leggi passate non più in linea con questi principi.

Benessere animale, non in UK. Affermare che gli animali che vivono negli allevamenti debbano essere trattati secondo regole che ne rispettino il benessere, ha portato, ad esempio, alla scelta dello stordimento prima dell'uccisione (portare l'animale a morte cerebrale con un colpo in testa), o alla definizione del numero di esemplari per metro quadrato che possono essere rinchiusi negli allevamenti. E discorsi simili valgono anche per la sperimentazione animale, che viene accettata se il linea con regole molto ferree. Nel Regno Unito però si è recentemente votato a sfavore di una norma che accettasse la definizione di animali come esseri senzienti, negando di fatto ciò che invece la scienza sostiene.

Esempio scientifici di animali senzienti. Ecco alcuni studi scientifici che hanno dimostrato la capacità che hanno gli animali di provare emozioni.

  • Capre impaurite. Lo studio intitolato “Emotions in goats: mapping physiological, behavioural and vocal profiles” è riuscito a dimostrare come le capre siano in grado di emettere vocalizzi associabili a determinate richieste: per ottenere cibo, frustrazione per non aver ricevuto cibo, senso di isolamento.
  • Cavalli emotivi. Lo studio intitolato “Housing conditions and breed are associated with emotionality and cognitive abilities in riding school horses” è riuscito a dimostrare come le condizioni in cui vivono i cavalli ne influenzino poi il comportamento e lo sviluppo di varie forme di ansia e paura (i cavalli che vivono da soli nei box tendono ad avere più timore degli oggetti che non conoscono rispetto a quelli che possono vivere in gruppo all'aperto).
  • Pesci con personalità. Lo studio “Can We Predict Personality in Fish? Searching for Consistency over Time and across Contexts” è riuscito addirittura a dimostrare che i pesci non solo sono esseri senzienti, ma hanno sviluppato varie forme di personalità.