Saturno immortalato dalla sonda Cassini (Foto @Nasa).
in foto: Saturno immortalato dalla sonda Cassini (Foto @Nasa).

C'è una legge matematica che regola i frammenti dell'anello di Saturno. E questa regola si estende a tutti gli anelli di qualsiasi paese. Una ricerca condotta dall'Università di Leicester e pubblicata nel National Academy of Sciences (PNAS) svela un rapporto di grandezze tra i frammenti che compongono gli anelli di Saturno che trova riscontro in conformazioni simili all'interno di tutto il Sistema solare, sia di altri pianeti che di asteroidi.

L'origine degli anelli di Saturno è da sempre argomento di dibattito tra gli specialisti. Potrebbero essersi prodotti per effetto di una collisione tra un satellite di Saturno con una cometa o con un altro satellite, oppure essere parte del materiale stesso di cui è composto il pianeta, ma che non è "riuscito" a compattarsi. La domanda circa la formazione degli anelli resterà ancora un punto interrogativo, ma quello che è noto è la dimensione dei frammenti di ghiaccio che variano "dal centimetro alla decina di metri – osserva il professor Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester, fra gli autori dello studio -. Si tratta dei resti di un evento catastrofico avvenuto nel passato del pianeta; non deve stupirci l’incredibile varietà di particelle che li compongono".

Alla base della distribuzione dei frammenti ci sarebbe dunque una "formula", che fa sì che "esista un rapporto esponenziale fra i frammenti degli anelli – spiega ancora Brilliantov – la diffusione dei blocchi di ghiaccio delle dimensioni di due metri è 8 volte inferiore a quella dei frammenti da un metro. La diffusione dei blocchi da tre metri è 27 volte inferiore. E così via fino ai frammenti più grandi". Una legge che trova conferma in Giove, Urano e Nettuno, ma anche in Chariklo e Chiron, grandi asteroidi del Sistema solare.