Arriva il 22 aprile e, come ogni anno dal 1970, è la Giornata Mondiale della Terra, 24 ore dedicate al Pianeta che ci ospita e che stiamo inquinando fino a distruggerlo. L'edizione 2018 è dedicata ad un vero e proprio nemico della natura: la plastica.

La plastica, il nemico di tutti. Quando l'abbiamo inventata, ormai 50 anni fa, la plastica sembrava la soluzione più intelligente e comoda per diversi aspetti della vita quotidiana: dai prodotti per pulire, fino agli imballaggi per gli alimenti, passando per i giocattoli, oggi non c'è praticamente cosa che non sia in plastica. Nel corso degli anni però ci siamo resi conto che questo materiale non è poi così semplice da smaltire, che grandi quantità sono finite in mare, distruggendo gli habitat degli animali destinati a morire ‘soffocati' e che alcune delle sostanze che rilascia riescono a modificare il nostro DNA e si comportano come ormoni confondendo il nostro metabolismo. Insomma, ci siamo accordi di esserci dati la zappa sui piedi da soli.

Che fare. Se in alcuni Paesi del mondo i governi hanno deciso di ridurre drasticamente l'impiego della plastica, nei laboratori scientifici i ricercatori si stanno impegnando per trovare metodi non inquinanti per eliminare la plastica: proprio qualche giorno fa è stato creato per sbaglio un enzima in grado di distruggere la plastica senza danneggiare l'ambiente.

Il nostro impegno. Mentre dall'alto c'è chi si sta occupando di capire come gestire il problema “plastica”, noi, nella nostra vita quotidiana possiamo dare il nostro contributo. E come?

  • Evitando di buttare a terra (in città, in mare, in montagna e, in generale, in natura) la nostra spazzatura come bottigliette, cannucce, incarti di patatine e assorbenti, solo per citarne alcuni
  • Riciclando la plastica, ad esempio riutilizzando i flaconi o facendo la differenziata
  • Preferendo, quando possibile, prodotti in materiali riciclati ed ecosostenibili a quelli in plastica

Salvare la Terra. Insieme possiamo fare molto per salvare il nostro Pianeta e rimediare agli errori fatti in passato.