Uno studio longitudinale, realizzato dai ricercatori dell'Institut universitaire en santé mentale de Montréal (CIUSSS de l'Est-de-l'Île-de-Montréal) e dall'Université de Montréal su un gruppo di volontari, mostra come un gene, coinvolto nella regolazione delle emozioni e del comportamento, possa influenzare l'impatto delle violenze, subite da bambini, sui comportamenti antisociali. Lo studio, intitolato “Effects of the MAOA gene and levels of exposure to violence on antisocial outcomes”, è stato pubblicato sul The British Journal of Psychiatry”.

Partendo dalla consapevolezza che le vittime di violenza e abusi in tenera età sono più predisposte a sviluppare, in adolescenza e da adulti, comportamenti anti sociali, e che passati studi di genetica hanno dimostrato come questo tipo di influenza “negativa” possa essere amplificata dal DNA, i ricercatori si sono soffermati sull'analisi dei geni che codificano le ammino ossidasi, in particolare le MAOA.

L'MAOA è un enzima capace di disattivare alcuni neurotrasmettitori, come la noradrenalina, la serotonina e la dopamina, che regolano le emozioni e il comportamento.

I dati raccolti dall'analisi di 327 uomini, che avevano e non vissuto un passato violento, ha permesso di concludere che l'esposizione alle violenze è associabile con un incremento dei sintomi associati con i comportamenti antisociali e un maggior rischio di sviluppare aggressività nei confronti dei partner.

Inoltre, in relazione all'MAOA, lo studio dimostra quanto questo gene possa moderare l'espressione dei comportamenti antisociali in chi ha un vissuto trascorsi difficili.

In conclusione, secondo i ricercatori non si può affermare che, da soli, i geni o l'ambiente siano responsabili del comportamento di una persona, ma semmai che l'uno e l'altro siano in costante interazione.

[Foto copertina di AdinaVoicu]