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Le donne che iniziano una gravidanza in seguito a fecondazione in vitro rischiano cinque volte di più di sviluppare malattie al cuore anche mortali. Questo è questo sostengono gli scienziati che hanno analizzato le conseguenze delle fecondazione in vitro sulla salute delle donne e ci spiegano quali siano le possibili cause di questo legame pericoloso. Vediamo insieme cosa c’è da sapere sul rischio di malattie al cuore connesse alla fecondazione in vitro.

Cardiomiopatia peripartum, cos’è. Fiato corto, gambe gonfie e risvegli notturni per andare in bagno ad urinare, sono alcuni dei sintomi tipi di un’insufficienza cardiaca legata alla gravidanza e conosciuta come cardiomiopatia peripartum. La cardiomiopatia peripartum colpisce circa una donna su 1000 in tutto il mondo ed è potenzialmente mortale sia per la madre, sia per il bambino. Questa condizione porta il cuore ad ingrossarsi e ad indebolirsi verso la fine della gravidanza o poco dopo il parto.

I rischi di questa condizione. La cardiomiopatia peripartum ha sintomi che possono essere facilmente scambiati per quelli di una normale gravidanza, questo fa si che sia molto subdola e pericolosa, poiché la donna rischia di sottovalutare ciò che sente.

Lo studio. Per comprendere i dettagli di questo legame tra la cardiomiopatia peripartum e la fecondazione in vitro, gli esperti hanno seguito 111 pazienti con cardiomiopatia peripartum e sono giunti alla conclusione che le donne che si sono sottoposte al trattamento di fecondazione in vitro sono cinque volte più a rischio di sviluppare cardiomiopatia peripartum rispetto a coloro che concepiscono naturalmente.

Le cause. Le motivazioni di questi rischi non sono chiare, ma gli scienziati pensano che le cause siano legate al fatto che, di solito, le donne che richiedono le fecondazione in vitro sono più adulte e devono sottoporsi a cesareo, e questi sono due fattori di rischio della condizione al cuore. Potrebbero esserci anche delle alterazioni genetiche che predispongono le donne sia a cardiomiopatia peripartum sia a problemi di fertilità, ma non è ancora confermato.