Lui si chiama Francesco, è un orso, ha 9 anni e ha sorpreso tutti uscendo dal letargo molto prima del previsto. Come è possibile? Gennaio non è stato proprio il mese freddo che tutti noi ci aspettiamo di solito, come sappiamo infatti quello da poco finito è stato il terzo più caldo degli ultimi 137. Le temperature miti, anzi più alte rispetto alla media, non sono solo responsabili dei nostri malanni, ma provocano anche un bel po' di problemi agli animali.

Francesco ne è l'esempio. A nanna (in letargo) da poche settimane, dalla notte di Capodanno, in ritardo rispetto al solito, novembre, l'orso ha messo il muso fuori dalla tana risvegliato dal caldo anomalo. “È primavera” avrà pensato risvegliandosi e lasciando i ricercatori che lo seguono a bocca aperta. Come spiega Stefano Filacorda, dell'Università di Udine, dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientale e animali, che lo segue ormai da tempo, Francesco adesso si aggira nei boschi Preone e Socchieve (Udine) in cerca di cibo, anche se essendo ancora inverno non è detto che lo troverà: ma niente paura, a dicembre ha fatto scorta quindi non dovrebbe soffrire la fame.

La domanda a questo punto sorge spontanea: e adesso che fa? Torna in letargo? Probabilmente no. Francesco attenderà pazientemente l'arrivo della primavera, mentre i ricercatori lo terranno sotto controlla grazie al collare GPS installato nel momento del suo ritrovamento.

Era il 28 maggio 2016 quando Francesco, all'epoca M4, è stato catturato sulle pendici del monte Lovinzola di Verzegnis, Udine. Con i suoi 189 chili e il pelo di un beige molto chiaro, Francesco è stato dotato di un collare satellitare grazie al quale viene monitorato. Filacorda racconta che fino al momento del suo ritrovamento si pensava che fosse morto, ucciso dai bracconieri, le analisi effettuate però hanno permesso di identificarlo.

[Foto e video Università di Udine]