Esiste una malattia infettiva mortale che colpisce il bestiame e che tra i sintomi ha anche la comparsa della lingua blu, si tratta della blue tongue che si diffonde rapidamente. Vediamo insieme in cosa consiste questa malattia, quali sono i sintomi e i quali sono i rischi per la salute di chi mangia carne.

Cos'è la blue tongue

Il nome esatto della malattia è febbre catarrale gli ovini ed è conosciuta come “blue tongue” (lingua blu) a causa del sintomo che la caratterizza: la lingua degli animali colpiti è infatti cianotica. La febbre catarrale è infettiva e non contagiosa e viene trasmessa da insetti vettori, si tratta di insetti che contengono il virus e lo trasmettono tramite puntura all'animale. Nello specifico, l'agente eziologico è un virus appartenente alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, che negli ovini si manifesta in forma grave.

Sintomi della lingua blu

Dopo un periodo di incubazione che va dai 5 ai 20 giorni, la malattia si manifesta in modi diversi a seconda della gravità:

  • ipercuta, in questo caso gli animali muoiono senza segni clinici o per asfissia in seguito a edema polmonare
  • acuta, in questo caso si inizia con la febbre che porta a inappetenza, perdita di peso, edema a labbra, lingua e retrobocca e depressione. Qui compare anche la ‘classica' lingua cianotica, cioè blu. Gli agnelli colpiti muoiono anche in seguito a diarrea emorragica, le pecore gravide abortiscono e i feti mostrano malformazioni congenite. Ci sono possibilità di sopravvivenza da questa forma di blue tongue non senza conseguenze: alopecia, sterilità e ritardi nella crescita
  • cronica, in questo caso gli animali muoiono di polmoniti batteriche o per deperimento
  • sub clinica, gli animali guariscono nel giro di pochi giorni

Come si cura

È difficile intervenire quando l'epidemia è in atto, attraverso la quarantena e uno specifico vaccino la situazione può però essere contenuta e recuperata.

I rischi per la salute di chi mangia carne

Secondo il responsabile del Servizio sanità animale dell'Ulss 3 di Bassano, Giampietro Ferronato, la malattia non ha conseguenza sul prodotto finale, che sia carne o latte.