La nevrosi non ha solo aspetti negativi
in foto: La nevrosi non ha solo aspetti negativi

Non tutta la nevrosi viene per nuocere. Questo sembra essere il riassunto di alcuni scienziati che, come spiegato in una pubblicazione disponibile su Cell e intitolata “Thinking too much: self-generated thought as the engine of neuroticism”, dopo aver analizzato i livelli di attivazione cerebrale dei soggetti nevrotici, sono giunti alla conclusione che a questo tipo di disturbo non corrispondono solo aspetti negativi, come l'ansia, la rabbia o la depressione, ma anche altri positivi, come la creatività.

In passato si era già ipotizzato che le persone tendenti a provare emozioni negative e a virare la propria vita verso il pessimismo fossero in realtà più sensibili nei confronti di situazioni considerate minacciose. Deduzioni queste ottenute in seguito ad osservazioni su come i farmaci ansiolitici riducessero la sensibilità delle cavie in relazione alle punizioni subite o aiutassero i pazienti psichiatrici a sentirsi più rilassati e felici.

In un altro studio, effettuato tramite risonanza magnetica, si mostrava come nelle persone con spiccata tendenza ad avere pensieri negativi si registrasse un'elevata attivazione cerebrale nella corteccia prefrontale, associata alla percezione cosciente del pericolo. Questi diversi livelli di attività delle aree del cervello che governano i pensieri autogenerati, secondo Adam Perkins autore della pubblicazione su Cell, potrebbero rappresentare una spiegazione della nevrosi.

Inoltre, secondo ricerche effettuate dal professor Dean Mobbs, le persone nevrotiche, in situazioni di tensione, tendono a passare rapidamente da uno stato d'ansia ad uno di panico, passaggio questo controllato dai circuiti dei nucleo basolaterali dell'amigdala, la parte del cervello che regola e gestisce le emozioni.

Unendo i vari studi, il professor Perkins ha dedotto che le persone nevrotiche riescono a vivere esperienze negative intense non corrispondenti al reale livello di stress al quale sono sottoposte, il che sarebbe legato ad una fervida immaginazione che li porta a spingere il piede sull'acceleratore finendo per trasformare l'ansia in panico. Teoria sostenuta anche dal coautore Danilo Arnone che pensa come questa possa aiutare a spiegare anche il perché del comportamento riflessivo e meditativo delle persone depresse ed è complementare al già definito ruolo di regolatore dell'umore attribuito all'area subgenuale del cervello.

Concludendo, i nevrotici potrebbero essere tali a causa della loro tendenza a rimuginare più a lungo sui problemi rispetto agli altri, questo riflettere ha dei benefici in quanto sarebbero più creativi, come dimostrano personaggi del calibro di Isaac Newton, considerato appunto un nevrotico.

[Foto da Wikipedia.org]