I ricercatori hanno scoperto che a provocare i dolori tipici del ciclo e i sintomi della sindrome premestruale è una proteina associata alle infiammazioni. Si tratta della prima volta in cui gli scienziati sono riusciti a trovare un link biologico tra i sintomi delle mestruazioni e le infiammazioni e la scoperta potrà aiutare a capire come meglio curare e prevenire questi fastidi, in alcuni casi debilitanti, attraverso specifici antiinfiammatori. Lo studio, intitolato “The Association of Inflammation with Premenstrual Symptoms”, è stato pubblicato sul Journal of Women's Health.

Consapevoli che 80 donne su 100 soffrono di sindrome premestruale e  50 fanno uso di farmaci che ne attutiscono i sintomi, i ricercatori si sono chiesti se ci fosse e quale fosse il legame tra infiammazioni e dolori del ciclo e hanno scoperto che ad influenzare il rischio di sviluppare questi fastidi è una proteina, la proteina C-reattiva (PCR), prodotta dal fegato che viene sintetizzata durante uno stato infiammatorio particolarmente acuto.

Per giungere a questa scoperta, i ricercatori hanno utilizzato le informazioni relative a circa 3.000 donne suddivise in gruppi corrispondenti a otto sintomi tipici del ciclo e hanno notato che maggiori livelli di proteina C-reattiva corrispondevano alla presenza di più sintomi mestruali. Il problema relativo a queste quantità in aumento riguarda il maggior rischio corrispondente di sviluppare patologie cardiovascolari.

“Stabilire che la sindrome premestruale è una condizione infiammatoria suggerisce che può essere un campanello d'allarme per eventuali malattie croniche future” spiega Elizabeth Bertone-Johnson autrice dello studio. L'idea dunque è quella di pensare a specifiche cure per i sintomi premestruali in modo da, a lungo termine, limitare proprio questi rischi.

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