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Ecco Justin, l'androide europeo che esplorerà lo spazio

Tra pochi anni l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) potrà contare su un nuovo astronauta. Si tratta di un sofisticato robot umanoide di nome Justin che aiuterà gli astronauti umani nelle future missioni spaziali.
A cura di Cristian Basile
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robot Justin

L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) potrà contare entro pochi anni su un nuovo astronauta molto particolare. Si tratta di un androide, un robot umanoide di nome Justin che potrà essere controllato a distanza dall'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L'ESA ha presentato ieri questo progetto che aiuterà a preparare le prossime esplorazioni della luna e di altri pianeti e, se verrà rispettato il calendario stabilito, l'androide sviluppato nel Centro Aerospaziale tedesco, sarà pronto nel giro di due o tre anni.

I robot telecomandati si utilizzano da tempo e un androide astronauta è stato già utilizzato dalla NASA: Robonauta 2 (R2) è diventato, infatti, lo scorso febbraio, il primo robot umanoide a viaggiare nello spazio, giunto nella Stazione Spaziale Internazionale con l'obiettivo di aiutare l'equipaggio della ISS e per essere utilizzato in futuro in missioni umane su un asteroide o su Marte. Uno dei principali ostacoli per poter esplorare altri pianeti è, infatti, riuscire a proteggere gli astronauti dalle radiazioni ionizzanti alle quali resterebbero esposti per molto tempo a causa dei lunghi viaggi necessari per raggiungere pianeti come, ad esempio, Marte. Inoltre, bisogna ancora studiare un sistema per ridurre al minimo gli effetti dell'assenza di gravità sulla salute degli astronauti.

robonauta due

Per questo motivo, sia i veicoli robotizzati di esplorazione (rover), che gli androidi come Justin, permetterebbero agli astronauti di raccogliere campioni pur lavorando a migliaia di chilometri di distanza e nel frattempo sviluppare così un sistema per proteggere gli umani da queste radiazioni. Per controllare i movimenti di Justin, gli astronauti che si troveranno nella ISS utilizzeranno uno scheletro metallico pieno di sensori elettronici con il quale copriranno le braccia e le mani. Questo esoscheletro permetterà di lavorare a distanza con la stessa precisione che avrebbero se si trovassero fisicamente nel luogo che esplorerà Justin, il quale potrà contare su due bracci con quattro dita in ogni mano.

Secondo quanto spiegato dalla ESA in un comunicato, il progetto, denominato Meteron (Multi-purpose End-To-End Robotic Operations Network, ovvero Rete per operazioni robotiche multiruolo a distanza) permetterà di provare le tecnologie necessarie per le future missioni di esplorazione della Luna, Marte e di altri corpi del nostro Sistema Solare. Prima che Justin sia pronto però, gli astronauti effettueranno delle prove con il "rover" Eurobot, un veicolo a quattro ruoto dotato di un sofisticato sistema di navigazione, telecamere e sensori guidato a distanza grazie ad un computer equipaggiato con monitor ed un joystick. Durante la seconda fase del progetto Meteron, gli astronauti useranno un sistema che consentirà loro di controllare un robot dotato di senso del tatto e di sensori della forza.

Justin control

Attraverso questo sistema, saranno capaci di controllare a distanza androidi come Justin, controllando i suoi movimenti e sentendo la forza esercitata. In questo modo potranno utilizzare questo tipo di androide per diversi tipi di compiti come spostare rocce o assemblare attrezzature complesse. Inoltre come ha affermato l’ESA afferma, il progetto non sarà particolarmente costoso e per le fasi iniziali del progetto verranno utilizzati materiale già disponibili sul mercato. Justin rappresenta dunque, un altro, grande, passo avanti sia per le future esplorazioni spaziali, sia per la robotica, avvalorando ulteriormente la tesi di chi crede, che proprio la robotica dominerà la prossima decade

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