Il professor Nocera fa sapere di aver sviluppato una “foglia artificiale” che, grazie all'utilizzo di batteri geneticamente modificati, è in grado di produrre energia. Un anno fa Nocera aveva dichiarato di essere al lavoro per la realizzazione di un batterio particolare che sarebbe riuscito ad assorbire l'idrogeno e l'anidride carbonica che avrebbe convertito in alcool per farne carburante. In molti pensavano che non avrebbe raggiunto il suo obiettivo, ma si sbagliavano, come ha dimostrato lo stesso Nocera, questo mese, all'Energy Policy Institute di Chicago.

“Al momento facciamo alcool isopropilico, 2-metil-1-propanolo e isopentano. Sono alcool che possono bruciare direttamente e si ottengono dall'idrogeno separato dall'acqua e dalla CO2” spiega Nocera che, grazie alla sua “foglia artificiale”, riesce a convertire i raggi solari 10 volte meglio rispetto alle piante.

Ma cosa funziona questa “foglia artificiale”? Nocera spiega che si tratta di una striscia di silicone che viene immersa nell'acqua e, una volta esposta ai raggi del sole, reagisce mimando la fotosintesi: divide l'ossigeno e l'idrogeno che poi può essere utilizzato come carburante. Il mondo però, secondo Nocera, non è ancora pronto per il carburante a idrogeno, per questo ha ideato un batterio capace di unirsi alla CO2 per formare un carburante che può essere utilizzato come il diesel.

Lo ha chiamato Ralston eutropha ed è un batterio geneticamente modificato capace di consumare idrogeno e CO2 e convertirli in adenosina trifosfato (o ATP), che è presente in tutti gli organismi viventi e che permette l'accumulo di energia. Ma non è tutto, l'ATP infatti, grazie all'inserimento di alcuni geni, viene trasformato e rilasciato come alcool, e quindi come carburante.

Per renderci conto delle potenzialità di questo modello, ci basti pensare che un reattore da un litro pieno di batteri è in grado di catturare 500 litri di CO2 dall'atmosfera ogni giorno. Per ogni kilowattora di energia che producono, rimuovono 237 litri di CO2 dall'aria. La maggior parte della quale ovviamente ritorna nell'atmosfera quando l'alcool viene bruciato.

"Ah ma allora non risolve il problema dell'inquinamento" verrebbe da pensare. Nocera spiega che il batterio non ha lo scopo di risolvere l'accumulo di CO2, ma serve per ridurre l'impatto e sfruttare l'anidride carbonica in quei Paesi che non hanno una rete elettrica. In pratica, in nazioni come l'India, grazie al super batterio, i cittadini potrebbero avere l'elettricità senza dover costruire tutte le centrali di cui attualmente abbiamo bisogno.