Secondo i ricercatori dell'Università di Edimburgo, i geni che influenzano il nostro stato di salute modificherebbero, o comunque condizionerebbero, anche il nostro modo di pensare e comprendere, nello specifico, si ritiene che i geni associati a malattie o disturbi come l'Alzheimer, la schizofrenia o l'autismo, abbiano un impatto anche su alcune funzioni cognitive al punto che potrebbe esserci una correlazione tra queste ultime e un cattivo stato di salute. Lo studio, intitolato “Shared genetic aetiology between cognitive functions and physical and mental health in UK Biobank (N=112 151) and 24 GWAS consortia”, è stato pubblicato su Molecular Psychiatry.

I ricercatori hanno analizzato i dati di 112.151 persone tra i 40 e i 73 anni raccolti presso la UK Biobank e li hanno comparati tra loro scoprendo così che alcuni tratti legati a malattie e capacità di pensiero condividevano le stesse influenze genetiche. “Oltre alle influenze genetiche condivise tra le capacità cognitive e alcuni stati di salute fisica e mentale – spiega Ian Deary, direttore del Centre for Cognitive Ageing and Cognitive Epidemiology (CCACE) dell'università di Edimburgo – lo studio ha anche dimostrato che proprio le stesse abilità cognitive condividono influenze genetiche con la grandezza del cervello, la forma del corpo e il livello di istruzione”.

In pratica, sottolinea Saskia Hagenaars che ha partecipato alla ricerca, “Lo studio supporta la teoria già esistente secondo la quale coloro i quali godono di buona salute tendono ad avere un livello maggiore di intelligenza”.

Quanto sostenuto dai ricercatori necessita comunque di ulteriori studi viste le implicazioni a cui vanno incontro le conclusioni e questo, in futuro, potrà aiutare ad avere maggiori informazioni su malattie delle quali ancora si conosce poco.

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