I ricercatori danesi sostengono che a gestire il ritmo di sonno-veglia siano vari livelli di “sali” che si trovano nel nostro cervello. Quanto scoperto potrebbe essere utile alle ricerche psichiatriche per capire meglio come gestire la difficoltà a dormire che hanno i soggetti che soffrono di schizofrenia o di crisi compulsive. Lo studio della University of Copenhagen, intitolato “Changes in the composition of brain interstitial ions control the sleep-wake cycle”, è stato pubblicato su Science.

Cosa intendiamo quando parliamo di “sali”? I ricercatori parlano di composizioni degli ioni interstiziali del cervello presenti nel fluido extracellulare, definiti più semplicemente “sali”. Per testare la loro influenza sul nostro cervello, gli scienziati hanno iniettato del “sale” nel cervello di un gruppo di topi e ne hanno osservato i ritmi di sonno-veglia anche in relazione ai neuromodulatori.

I neuromodulatori sono composti, come l'adrenalina, che ci permettono di svegliarci la mattina. Lo studio ha mostrato come questi modifichino i livelli di “sali” intorno ai neuroni influenzando il sonno o la veglia. In pratica, quando siamo svegli il bilanciamento del sale fa in modo che i neuroni siano particolarmente sensibili agli stimoli, diversamente quando dormiamo i livelli sono regolati per rendere più complessa l'attivazione degli stessi neuroni. Questo potrebbe significare che agendo sui livelli di sale nel cervello, un domani i medici riusciranno a gestire le problematiche dei pazienti legate proprio al ritmo di sonno-veglia.

“Fino ad oggi le ricerche si erano concentrato solo sull'attività neurale del cervello considerandolo come un insieme di processi si analisi e mappature – spiega il professor Maiken Nedergaard, autore dello studio – il cervello però è più di un gruppo di neuroni che funzionano come un computer”.

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