I ricercatori sono riusciti ad identificare la struttura a spirale utilizzata dai batteri per fissarsi all'interno delle pareti del tratto urinario e che permette loro di provocare e diffondere le infezioni, come ad esempio la cistite. Quanto scoperto è fondamentale per poter, in futuro, lavorare alla realizzazione di farmaci specifici capaci di curare meglio questo tipo di infezioni. Lo studio, intitolato “Structure of a Chaperone-Usher Pilus Reveals the Molecular Basis of Rod Uncoiling”, è stato pubblicato su Cell.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori sono partiti dall'analisi dell'Escherichia Coli, un batterio responsabile di circa il 90% delle infezioni del tratto uranio. Questo è in grado di “attaccarsi” alle pareti interne del tratto utilizzando le sue stesse appendici, chiamate pili, che hanno la forma di una spirale. Così bloccati, i batteri riescono a resistere al flusso dell'urina. Come spiega il ricercatore Edward H. Egelman della University of Virginia School of Medicine, il batterio è estremamente forte ed è in grado si resistere alla forza del flusso dell'urina senza rompersi.

Grazie al Diamond's eBIC (electron Bio-Imaging Centre), gli scienziati sono riusciti ad osservare la struttura del batterio al punto da identificare i pili. “Questi pili sono importanti appendici utilizzate dai batteri per riconoscere, e quindi aderire, a tessuti ospitanti – spiega Gabriel Waksman dell'UCL and Birkbeck College London – sono capaci anche di creare dei biofilm di batteri”.

Ora che finalmente è stato possibile osservare la struttura dei pili dei batteri, gli scienziati potranno adoperarsi per trovare nuove strade per contrastare i batteri e quindi le infezioni che, soprattutto nelle donne con la cistite, sono un problema non di poco conto. L'ipotesi è quella di creare un farmaco in grado di contrastare a prescindere la capacità dei pili di agganciarsi ai tessuti.

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