Studi passati hanno dimostrato che gli squali, così come le razze e le mante, e in generale gli Elasmobranchi, riescono a percepire i campi magnetici emessi dalle prede o da altri animali utilizzando una serie di organi che noi conosciamo come Ampolle di Lorenzini. Fino ad ora però non era chiaro come queste funzionassero. A fornirci una spiegazione è lo studio della University of Washington intitolato “Proton conductivity in ampullae of Lorenzini jelly” e pubblicato su Science attraverso il quale gli scienziati ci spiegano che a rendere possibile la percezione dei campi magnetici sia il gel contenuto all’interno delle stesse ampolle.

Andiamo per punti.

Le ampolle di Lorenzin (che sono quei fori che possiamo vedere nell'immagine di copertina) sono piccoli e visibili pori presenti nella pelle che sta intorno e sotto alla testa degli squali e degli altri Elasmobranchi sopra elencati. Ogni poro è connesso attraverso un lungo canale con una serie di cellule di sacche con celle ripiene di gel elettro-conduttivo.

Lo studio dei ricercatori americani ha analizzato nel dettaglio proprio questo gel e ha scoperto che si tratta di un materiale che conduce protoni ed è dotato della più alta conduttività protonica mai calcolata in un materiale biologico.

Questa conduttività (che indica l’abilità di un materiale o di una soluzione di condurre i protoni, gli ioni positivi dell’idrogeno), che si amplifica quando le varie ampolle si integrano, permette agli squali, alle razze e alle mante di percepire eventuali variazioni in campi elettrici da 5 nanovolts per ogni centimetro. Secondo i ricercatori, il segnale tra i pori verso le celle viene trasmesso grazie ai poliglicani solfati presenti nel gel che ne incrementerebbero la conduttività.

Quanto scoperto, come accade spesso nel mondo della scienza che attinge dal mondo animale, potrà aiutare i ricercatori, un domani, è sviluppare una tecnologia basata su sensori non convenzionali.

[Foto copertina di Wikipedia]