Il suo ritrovamento ha eccitato i biologi che adesso hanno finalmente scoperto la sua vera natura. Il soggetto a cui facciamo riferimento è il pesco nero con le zampe ritrovato lungo le coste della Nuova Zelanda e trasportato presso il Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa. Si tratterebbe dell’Antennarius Striatus, un pesce rana striato considerato il vertebrato con il morso più rapito, la sua bocca si approccia alla preda ad una velocità che è pari a quella raggiunta da un proiettile di un fucile calibro 22, che è 800 volte più densa dell’aria, come spiegano gli stessi ricercatori del museo.

Inizialmente il pesce era stato ritrovato vivo presso Bay of Island, uno delle destinazioni turistiche più apprezzate e famose della Nuova Zelanda, purtroppo però è morto nel giro di pochi istanti ed è stato spedito presso il museo dove gli studiosi hanno potuto analizzarlo ed identificarlo. Quelle che sembrano zampe sono in realtà pinne che, insieme alla sua originale colorazione nera, diversa da quella riscontrata su altri esemplari della sua specie, lo rendono particolare al punto che gli scienziati stanno cercando di capire se in realtà non rappresenti una nuova o una subspecie del pesce rana stesso.

L’originalità di questi animali, che vivono nelle profondità degli oceani, non si limita alle pinne o alla colorazione, ma anche alle particolari strategie di caccia: in pratica, il pesce utilizza le proprie pinne per “camminare” sul fondale dell’oceano e, una volta scelta una vittima, la attira a sé attraverso l’esca che spunta dalla testa e che ha la forma di un verme. Quando la preda si avvicina, il pesce apre la bocca al punto da riuscire ad ingoiare esemplari grossi quanto lui.

Come spiegato dagli stessi ricercatori del museo, questo esemplare rappresenta un bene prezioso per la scienza e per questo continuerà ad essere oggetto di indagine.

[Foto copertina di Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa]