Per alcuni il venerdì 13 è un giorno sfortunato, non per noi in Italia però dove la sfiga colpisce (se deve colpire) di venerdì 17: e questo già la dice lunga sull'affidabilità di questa superstizione. Ma perché nei paesi anglosassoni il 13 porta male mentre noi temiamo il 17?

Il numero 13. Il numero 13 spaventa gli anglosassoni in particolare quando è associato al venerdì: quest'anno la sfortuna dunque potrebbe colpire ben due volte, il 13 aprile e il 13 luglio. Ovviamente non c'è un vero motivo per avere paura del venerdì 13, ma ormai siamo abituati a credere che sia un giorno sfortunato al punto da aver dato un nome a questa paura: parascevedecatriafobia.

I motivi della sfortuna. Se proprio vogliamo trovare una o più giustificazioni alla convinzione che il venerdì 13 sia sinonimo di sventura, dobbiamo spostare la nostra attenzione sulla religione, in particolare sull'ultima cena. Si narra infatti che durante l'Ultima Cena, avvenuta alla vigilia della morte di Gesù, di venerdì, i commensali fossero 13: da quel giorno si sconsiglia di sedersi in 13 a tavola onde evitare di attirare l'attenzione della morte. Parlando di venerdì 13 e sventura, non possiamo non citare l'arresto dei cavalieri templari avvenuto il 13 ottobre 1307, che coincidenza vuole fosse proprio venerdì.

Possiamo stare tranquilli. Noi in Italia però non ci affidiamo ai numeri dei commensali all'Ultima Cena o agli arresti dei templari, quindi in questo venerdì 13 possiamo stare tranquilli.

Venerdì 17. La superstizione bussa però alla nostra porta di venerdì 17 trasformandosi in una vera e propria paura chiamata “eptacaidecafobia”. Il motivo? Si pensa che la sventura sia collegata al numero romano XVII il cui anagramma è VIXI, ho vissuto, presente sulle lapidi ai tempi dei romani: questo rappresenterebbe un presagio di morte.