L'orso polare Inuka finalmente è morto all'età di 27 anni, permettete il ‘finalmente' perché si tratta dell'unico orso polare nato ai tropici che, tra l'altro, non ha mai vissuto in libertà. Della sua fine ne danno notizia direttamente dal Wildlife Reserves Singapore dove era tenuto ‘prigioniero' dal 1990 per il piacere degli spettatori. La sua vita ha fatto molto discutere e adesso anche la sua morte sta creando non poche polemiche. Vediamo perché.

L'annuncio della morte. “Con il cuore spezzato, questa mattina abbiamo detto addio al nostro amato orso polare anziano Inuka. Nonostante i migliori sforzi da parte del team per curarlo, le condizioni di Inuka sono peggiorate e abbiamo dovuto prendere la difficile, ma necessaria, decisione di non rianimarlo dall'anestesia per motivi umani. Addio Inuka, vivrai per sempre nei nostri ricordi” queste le parole utilizzate ieri, 25 aprile, dal Wildlife Reserves Singapore dove si trovava l'animale che negli ultimi tempi aveva avuto problemi di salute importanti, dall'artrite a disturbi ai denti e infezioni alle orecchie che gli rendevano difficile la vita di tutti i giorni.

Lo spettacolo della morte di Inuka. Dopo 27 anni vissuti all'interno di una vetrina per la gioia degli spettatori che, osservando un orso polare in una gabbia pensano di gustarne l'etologia, Inuka è finalmente libero. I responsabili dello zoo però non hanno ancora finito di lucrare sulla sua pelle: hanno infatti organizzato una diretta Facebook per commemorare la vita dell'orso polare.

Chi era Inuka. Inuka era un orso polare nato ai tropici, ma vissuto all'interno di un'area climatizzata secondo le sue necessità di specie che ha rappresentato un grande cambiamento per lo zoo di Singapore. Dopo le proteste contro la presenza di orsi polari nella struttura, i responsabili hanno annunciato nel 2006 la decisione di non prendere più animali di questa specie dopo Inuka.