Nonostante i PM 10 e 2,5 si stiano abbassando in molte città del mondo a causa della quarantena, i livelli di anidride carbonica (CO2) presenti nell'atmosfera si stanno comunque alzando e nel corso dell'ultimo periodo hanno raggiunto livelli record mai visti negli ultimi 60 anni. Il picco è stato toccato lo scorso 3 maggio, anticipando quello che sarà un trend annuale in continuo aumento. Lo ha rivelato un rapporto pubblicato nelle ultime ore dagli scienziati del servizio metereologico nazionale inglese in collaborazione con la Scripps Institution of Oceanography.

L'analisi ha evidenziato che i livelli di CO2 nell'atmosfera stanno continuando ad aumentare velocemente, sottolineando che i drammatici cambiamenti nelle nostre abitudini non hanno portato a un rallentamento consistente di questa crescita. Per fermare il riscaldamento del pianeta, spiegano gli scienziati, servono misure più ambiziose. Il calo temporaneo di emissioni durante i lockdown che sono stati avviati in molti paesi del mondo non è abbastanza per cancellare decine di anni di danni inflitti alla salute del nostro pianeta. "La discarica dell'umanità è nell'atmosfera e non se ne andrà facilmente" ha commentato Ralph Keeling dello Scripps. "La CO2 sta aumentando in risposta a quello che abbiamo emesso negli ultimi 100 anni e non a quello che stiamo emettendo ora".

Secondo l'International Energy Agency, la diminuzione delle emissioni causata dall'avvio dei vari lockdown è pari al solo 8 percento rispetto alla situazione pre-quarantena. Non un dato particolarmente incisivo visti i decenni pregressi caratterizzati da un innalzamento costante della CO2 nell'atmosfera. Gas che peraltro può può persistere nell'atmosfera per centinaia o migliaia di anni. "È come una vasca da bagno dove tieni l'acqua aperta al massimo per un po' e poi la metti al 10 percento" spiega Sean Sublette, un meteorologo del Climate Central. "Stai ancora riempiendo la vasca. Non hai mai smesso di farlo, hai solo rallentato il processo". Per appiattire la curva di crescita bisognerebbe ridurre le emissioni del 50 percento in maniera permanente ed eliminarle entro il 2050 per evitare gli scenari peggiori.