Credit: Richard Bintanja
in foto: Credit: Richard Bintanja

Il ghiaccio marino artico sta scomparendo, nel 2019 ha raggiunto il secondo record minimo storico e la situazione non sembra poter migliorare. Il dramma di questa riduzione è legato al riscaldamento globale, come facile immaginare, e preoccupa gli scienziati (ma dovrebbe preoccupare anche noi). Vediamo insieme cosa sta succedendo nell’Artico e perché la situazione è rischiosa.

Gli esperti hanno analizzato l’estensione del ghiaccio marino artico e sono giunti alla conclusione che, dal 1970 ad oggi, il record registrato per questa estate 2019 è il secondo minimo storico: ad oggi misura 4,15 milioni di chilometri quadrati. “L'estensione minima del ghiaccio marino di quest'anno mostra che non vi è alcun segno che la copertura del ghiaccio marino stia migliorando", ha affermato Claire Parkinson, scienziata del Goddard Space Flight Center della NASA, “La tendenza a lungo termine dell'estensione del ghiaccio marino nell'Artico è stata definitivamente al ribasso”.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Considerati i dati degli ultimi anni e la attuali condizioni meteorologiche, gli scienziati sono abbastanza certi che dobbiamo aspettarci un nuovo record negativo in futuro. Tutto ciò ha conseguenze sull’intero Pianeta Terra, “I cambiamenti nella copertura del ghiaccio nel Mar Glaciale Artico hanno un impatto di vasta portata. Il ghiaccio marino colpisce gli ecosistemi locali, i modelli meteorologici regionali e globali e la circolazione degli oceani” spiegano gli esperti.

La calotta glaciale artica è una distesa di acqua di mare ghiacciata che galleggia sull’Oceano Artico e sui mari vicini. Naturalmente, ogni anno si espande e si addensa durante l'autunno e l'inverno e diventa più piccolo e più sottile durante la primavera e l'estate. Purtroppo, negli ultimi decenni, l'aumento delle temperature ha causato una marcata riduzione delle estensioni del ghiaccio nel Mar Glaciale Artico in tutte le stagioni, con riduzioni particolarmente rapide dell'estensione minima del ghiaccio a fine estate. Insomma, il riscaldamento globale ha interrotto il naturale equilibrio del ghiaccio marino portando ad una riduzione grave.

Nel 2019, la stagione dello scioglimento è iniziata quando già l’estensione del ghiaccio marino era a ridotta, a luglio si è registrata un’ulteriore perdita che è proseguita fino a metà agosto.

C’è da dire che, a differenza del 2012, che è stato l’anno del minimo storico in assoluto, nel 2019 non sono stati registrati eventi meteorologici estremi, in compenso però le temperature al di sopra della media, le ondate di calore e gli incendi che hanno devastato l’Artico hanno contribuito a peggiorare la situazione, portandoci a questo secondo record.