Dimenticare i ricordi di eventi recenti è possibile, è infatti ciò che accade a chi soffre di amnesia anterograda che implica l’incapacità di ricordare ciò che è avvenuto dopo l’evento traumatico che ha portato all’insorgenza di questa condizione. Vediamo insieme nello specifico cos’è l’amnesia anterograda, come si manifesta, come si cura, come si diagnostica e chi ne soffre.

Amnesia anterograda, cos’è

Si parla di amnesia anterograda quando ci si riferisce ad un disturbo della memoria a breve termine, ma anche a lungo termine, che insorge in seguito ad un evento traumatico. Chi soffre di questa condizione, in pratica, ha difficoltà a memorizzare nuove informazioni: avete presente il film 50 volte il primo bacio con Drew Barrymore e Adam Sandler in cui la protagonista ogni giorno si svegliava dimenticandosi del ragazzo di cui si era innamorata il giorno prima?

Le cause dell’amnesia anterograda

Ciò che porta all’insorgenza dell’amnesia anterograda sono lesioni traumatiche, disturbi metabolici o processi degenerativi legati all’ippocampo, area da cui passano le informazioni da memorizzare, e al lobo temporale, . In alcuni casi l’amnesia anterograda può essere causata da farmaci come benzodiazepine, ma anche commozione cerebrale, attacco epilettico o infarto.

Sintomi dell’amnesia anterograda

Il principale sintomo dell’amnesia anterograda è la perdita di memoria a breve termine, quindi il paziente si ricorda tutto ciò che è avvenuto prima della causa scatenante il disturbo, ma ha difficoltà ad immagazzinare i nuovi ricordi.

Diagnosi dell’amnesia anterograda

La diagnosi di questo disturbo della memoria è possibile in seguito ad esame neuroradiologico (come risonanza magnetica), che permette di osservare l’attivazione del cervello.

Curare l’amnesia anterograda

L’amnesia anterograda può essere transitoria, il che significa che dopo un periodo il paziente riacquisisce le normali funzioni mnemoniche, stabile o progressiva. Quanto alle terapie, queste variano a seconda del paziente e della gravità del disturbo ma implicano attività di allenamento della memoria e psicoterapia. Non esistono però farmaci specifici, se non quelli che vengono utilizzati per i sintomi collaterali a questo disturbo, come insonnia o ansia.