Se vogliamo vivere su questa Terra a lungo dobbiamo modificare la nostra dieta, per questo il regime alimentare del futuro sarà flexitariano. Ma cosa significa? Ce lo spiegano gli esperti che hanno calcolato come e cosa dovremo mangiare per permettere a tutti e 10 i miliardi di abitanti che popoleranno il Pianeta nel 2050.

Soluzioni su più fronti, prima regola: stop egoismo. I ricercatori spiegano che non esiste un'unica soluzione al problema alimentare che si presenterà in futuro quando la Terra sarà popolata da 10 miliardi di persone, ma esistono più azioni che possiamo compiere su vari fronti e che permetteranno l'accesso al cibo, la limitazione del riscaldamento globale e, di conseguenza, la salvezza della Terra stessa. Gli esperti infatti spiegano che entro il 2050 i bisogni alimentari degli esseri umani potrebbero crescere del 50-90%.

Cambiamenti possibili e responsabili, la dieta flexitariana. I punti chiave di questi cambiamenti verso i quali dobbiamo andare per salvarci sono 3:

  • dieta flexitariana, per ridurre le emissioni di gas serra che incrementano le temperature e comportano gravi cambiamenti climatici, dobbiamo optare per una dieta con meno carne e più verdure. L'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale attraverso nuovi fertilizzanti e l'utilizzo responsabile del terreno e dell'acqua
  • nuove tecnologie, oltre ad un cambiamento dei cibi che avremo nei piatti, dobbiamo migliorare le tecnologie impiegate in agricoltura, che dovranno limitare la pressione sui terreni agricoli e l'estrazione di acqua dolce, così come l'uso di fertilizzanti. In generale dovremo migliorare la gestione di questo settore che potrebbe altrimenti collassare
  • ridurre gli sprechi, noi non ci pensiamo mai, ma lo spreco alimentare tocca livelli preoccupanti e per il futuro dovremo fare in modo di ridurre la quantità di cibo che buttiamo

Conclusioni. Il riscaldamento globale di cui è in parte responsabile il settore della carne (con gli allevamenti intensivi) è ormai preoccupante al punto da non sapere se e quanto riusciremo a contenerne le conseguenze. Sicuramente però non possiamo non pensare a modificare la nostra alimentazione per dare una mano al nostro Pianeta.