I ricercatori della University of Kentucky fanno sapere di aver scoperto tre nuove specie di Microcebus, i lemuri endemici del Madagascar conosciuti anche come lemuri-topo. Fino a venti anni fa, le specie di Microcebus conosciute erano solo due, oggi invece la conta sale a 24, comprese appunto le tre di recente scoperta e ribattezzate Microcebus ganzhorni, Microcebus manitatra e Microcebus boraha.

Tre specie di Microcebus
Lo studio
A rischio estinzione
Chi sono i lemuri

Il Microcebus ganzhorni prende il nome dal professor Jörg Ganzhorn della Hamburg University che  da anni si occupa di ricerca e protezione dei lemuri, il Microcebus manitatra invece prende il nome da un sottogruppo di lemuri dell’ovest del Madagascar, mentre il Microcebus borrata prende il nome dal luogo in cui è stato trovato, l’Isola di Santa Maria, conosciuta anche come Nosy Bohara.

La scoperta di questi Microcebus è stata possibile grazie all’impiego di metodi di ricerca che hanno permesso agli scienziati di mettere a confronto diversi campioni di DNA che hanno delineato l’esistenza di appunto di tre nuove specie, come spiegato all’interno dello studio intitolato “Species discovery and validation in a cryptic radiation of endangered primates: coalescent-based species delimitation in Madagascar's mouse lemurs” e pubblicato su Molecular Ecology.

Appena scoperte, queste tre specie purtroppo potrebbero essere già a rischio estinzione. Il 94% dei lemuri infatti, come riportato dall’Union for Conservation of Nature's Red List, è inserito nell’elenco degli animali vicini alla fine. Delle 101 specie viventi, 22 sono gravemente a rischio estinzione, 48 sono a rischio estinzione e 20 sono vulnerabili.

I Microcebus si chiamano così per le loro dimensioni minute che li identificano come il più piccolo primate al mondo. Dal muso corto e appuntito, hanno grandi occhi e orecchie a punto che li rendono simili ai topi. Appartengono all’infraordine dei lemuri, quindi sono mammiferi, e, come da specie, vivono principalmente di notte e sono onnivori, si nutrono per lo più di insetti e frutta.

[Foto copertina di Giuseppe Donati]