in foto: Diagnosticare il Parkinson attraverso la tastiera di un pc

Uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) vuole dimostrare come il modo in cui noi utilizziamo la tastiera di un computer possa dire molto sullo stato delle nostre funzioni motorie. Ci sarebbero infatti differenze sensibili tra la velocità di digitazione di un soggetto completamente attivo e uno con abilità motorie ridotte.

Gli studiosi.

Il gruppo di studiosi, membri del Madrid-MIT M+Vision Consortium all'interno del quale è nato lo studio, è composto da Luca Giancardo, Alvaro Sanchez-Ferro, Carlos Sanchez Mendoza e Ian Butterworth, responsabile della premessa sulla quale si è basata la ricerca. Lo scienziato sosteneva infatti l'esistenza di informazioni nascoste nel modo in cui muoviamo le dita sulle tastiere.

Come funziona il cervello.

“Le nostre dita si muovono perché la corteccia motoria primaria invia alcuni segnali a diverse regioni del cervello, tra le quali l'area motoria supplementare, il cervelletto e i gangli della base – spiegano gli studiosi – Queste aeree del cervello attivano i neuroni spinali che stimolano i muscoli ad eseguire il movimento”. Partendo dal presupposto che la comunicazione appena descritta può essere rallentata, per esempio nei soggetti stanchi, i ricercatori hanno lavorato alla formulazione di un algoritmo capace di analizzare i movimenti sulla tastiera sia quando i soggetti studiati sono completamente svegli e attivi, sia quando sono affaticati e quindi con abilità motorie più limitate.

L'algoritmo del futuro.

I soggetti stanchi hanno abilità motorie ridottein foto: I soggetti stanchi hanno abilità motorie ridotte

L'algoritmo degli scienziati del MIT riesce a conteggiare le informazioni temporali relative alla digitazione su tastiera, quanto tempo il soggetto impiega a premere e rilasciare il tasto, e permette di evidenziare le caratteristiche che differiscono quando i soggetti che digitano non sono nel pieno delle proprie capacità motorie. Per arrivare a questo punto hanno testato 14 volontari sani del MIT ai quali è stato chiesto di digitare alcuni articoli da Wikipedia sia durante il giorno, quando erano completamente svegli, che durante la notte. Tutti sono infatti stati svegliati circa 80 minuti dopo essersi addormentati, quando cioè si trovavano nella fase più profonda del ciclo del sonno. In questo secondo caso, i dati raccolti dall'algoritmo hanno dimostrato un'evidente variazione, rallentamento, delle tempistiche di digitazione.

Diagnosi precoce.

Consapevoli che i soggetti affetti dal morbo di Parkinson hanno abilità motorie ridotte, in quanto la malattia neurologica degenerativa colpisce la produzione di dopamina, creando uno squilibrio tra i centri nervosi che controllano i movimenti e provocando tremori, lentezza nei movimenti e difficoltà motorie, gli studiosi del MIT sostengono che analizzare i tempi di digitazione possa essere utile ad una prognosi precoce della malattia che, ad oggi, viene diagnosticata con un ritardo che varia dai 5 ai 10 anni.

Speranze per il futuro.

Le tastiere potrebbero diventare lo strumento di diagnosi del futuroin foto: Le tastiere potrebbero diventare lo strumento di diagnosi del futuro

Gli scienziati sono al lavoro per perfezionare l'algoritmo, attualmente hanno testato 21 persone malate e 15 sane e hanno potuto riscontrare evidenti variazioni tra le tempistiche di digitazione, per questo stanno per estendere il test ad un numero maggiore di soggetti con la speranza di poter trovare un metodo di diagnosi efficace, non invasivo e precoce.