Il consumo di alcol, basso e moderato, potrebbe avere effetti benefici sulle persone che soffrono di diabete di tipo 2. Questo è quanto sostengono gli scienziati che hanno calcolato le conseguenze dell’alcol sul glucosio nel sangue e sul metabolismo del grasso. Vediamo insieme come sono giunti a questa conclusione e quali sono le quantità ideali per ottenere effetti positivi.

Gli scienziati si sono chiesti quali fossero le reali conseguenze dell’alcol sulle persone che soffrono di diabete di tipo 1 e 2, alle quali di solito è sconsigliato di bere, visto che queste bevande alcoliche incrementerebbero i livelli di glucosio nel sangue, portando ad un aumento di peso e ad altri effetti sulla salute. Per capirne di più, gli esperti hanno chiesto la collaborazione di 575 persone con diabete di tipo 2. I dati raccolti hanno dimostrato che il consumo di alcol era associato a livelli ridotti di trigliceridi e di insulina, ma non ha avuto alcun effetto statisticamente significativo sui livelli di glicemia a digiuno, emoglobina glicata (HbA1c, una misura del controllo della glicemia) o colesterolo totale, quindi colesterolo ‘cattivo’ e colesterolo ‘buono’.

Analizzando i sottogruppi, gli esperti hanno scoperto che bere una quantità moderata di alcol riduce i livelli di trigliceridi (grassi nel sangue) e insulina nelle persone con diabete di tipo 2.

Quanto alle quantità, gli esperti fanno sapere che il consumo basso e moderato è da considerarsi corrispondente a 20 grammi o meno di alcol al giorno, ciò si traduce in circa 1,5 lattine di birra o 330 ml, da 5% di alcol, un bicchiere di vino grande, quindi 200 ml, da 12% di alcol o una porzione da 50 ml di alcol al 40%, come vodka o gin.

Gli autori dello studio concludono dunque che “i risultati di questa meta-analisi mostrano un effetto positivo dell'alcol sul glucosio e sul metabolismo dei grassi nelle persone con diabete di tipo 2. Sono necessari studi più ampi per valutare ulteriormente gli effetti del consumo di alcol sulla gestione della glicemia, in particolare nei pazienti con diabete di tipo 2”.