I resti di un cucciolo di cane di 14.000 anni fa dimostrano che siamo legati a questo animale da moltissimo tempo, questo è ciò che sostengono i ricercatori della Leiden University che sulla rivista Journal of Archaeological Science hanno pubblicato lo studio intitolato “A new look at an old dog: Bonn-Oberkassel reconsidered”. Ma non solo, quanto trovato racconta che tipo di relazione ci fosse ai tempi tra i cani e gli esseri umani.

Scoperta a sorpresa. I resti di un cucciolo di cane malato datato 14.000 anni fa sono stati trovati per caso nel 1914 da un gruppo di lavoratori non lontano da Bonn, insieme al piccolo sono stati trovati anche i resti di un uomo, di una donna e di due cani, tutti vissuti durante il Paleolitico. Questa tomba che vede insieme uomini e cani è attualmente la più antica mai trovata ed è tra le prime prove della domesticazione del cane. E non è tutto. Secondo i ricercatori dimostrerebbe non solo la domesticazione dei cani, ma anche le cure che gli esseri umani avevano nei loro confronti.

Un cucciolo malato. Nella tomba infatti è stato trovato infatti un cucciolo di cane morto a circa 27/28 settimane, a sostenerlo sono stati gli esperti che ne hanno analizzato i denti rimasti. Dalle indagini effettuate è emerso che probabilmente il cane soffriva di cimurro, una malattia infettiva che anche ai giorni nostri può essere letale per i cani più giovani (ma in generale per il canidi) che colpisce il sistema nervoso provocando convulsioni e immunodepressione. La diagnosi dei ricercatori non può essere definitiva perché il materiale genetico del virus non è disponibile.

Cure e attenzioni. Gli scienziati fanno sapere che il cane potrebbe aver contratto il cimurro intorno a 3-4 mesi dopo di che è sopravvissuto per altre otto settimane. Questo ci svela un particolare interessante: “Senza cure adeguate, un cane con il cimurro muore in meno di settimane, questo cane seriamente malato è sopravvissuto per altre otto settimane questo significa che qualcuno si è preso cura di lui” spiegano gli esperti secondo i quali gli esseri umani con cui vivevano lo hanno probabilmente tenuto al caldo e pulito, nutrito e dato acqua, inoltre non lo hanno utilizzato per lavorare, lasciandolo riposare. Se a tutto questo aggiungiamo che i suoi resti sono stati trovati con le persone che si pensa fossero i suoi ‘proprietari', possiamo dire che tra loro c'era una relazione unica fatta di cure e attenzioni. Insomma, quanto scoperto dimostrerebbe che siamo legati ai cani in modo affettivo, quindi non solo opportunistico, da almeno 14.000 anni.