La letteratura archeologica dimostra che ai tempi della dinastia cinese Shang i cuccioli di cane veniva sacrificati e seppelliti vivi come rito funebre, questo è quanto sostengono i ricercatori che hanno analizzato alcuni ritrovamenti risalenti al 1600 a.C..Vediamo insieme cosa c’è da sapere su questa scoperta.

Cani in Cina. Durante gli ultimi secoli della dinastia Shang cinese, che durò dal 1600 a.C. al 1050 a.C., il sacrificio rituale era un fenomeno culturale diffuso, ricco e vario. I governanti e le élite avevano infatti l’abitudine di sacrificare animali e umani per placare gli spiriti o gli antenati. Gli scienziati hanno esaminato diversi siti archeologici e circa 2000 tombe dell’epoca Shang in un sito chiamato Xiaomintun, che si trova dove c’è l’attuale città Anyang, in Cina. I cani all’epoca ricoprivano diversi ruoli all’interno della società e vivevano insieme all’uomo, sia come randagi, sia come animali domestici.

Un triste destino. I dati raccolti hanno dimostrato che i cani, prevalentemente cuccioli, venivano sepolti vivi, addirittura un terzo delle tombe conteneva un cane all’interno di una piccola buca scavata sotto la bara delle persone. I resti trovati non aiutano a comprendere l’esatta causa della morte dei cuccioli, che potrebbero essere stati o randagi o domestici. L’aspetto interessante è che, analizzando le tombe, si pensa che le persone morte non appartenessero all’élite, ma alla classe media.

Cani invece di persone. Secondo gli esperti, l’appartenenza alla classe sociale potrebbe spiegare il perché dei cani sacrificati. L’élite infatti tendeva a sacrificare esseri umani, come concubine o schiavi, la classe media, come alternativa più ‘economica’, forse optava per i cani, che abbondavano ai tempi visto che la sterilizzazione non era una prassi diffusa.

Lo studio, intitolato “Puppies for the Ancestors: The many roles of Shang dogs”, è stato pubblicato su Archaeological Research in Asia.