Escherichia Coli
in foto: Escherichia Coli

Per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a sintetizzare l’intero genoma di un batterio molto diffuso, l’Escherichia Coli, in versione ridotta rispetto a quella naturale, questo potrebbe permettere la creazione di batteri ‘potenziati’ e più utili per noi. Prima di questo batterio, era stato sintetizzato un altro intero genoma, quello del batterio Mycoplasma. Vediamo insieme come gli esperti siano riusciti in questa impresa e perché è così importante per noi.

Come è fatta la vita. Il nostro DNA, che definisce ciò che siamo, ha un codice genetico che comprendere 64 codoni che rappresentano una sequenza specifica di 3 nucleotidi e che codificano le informazioni da inserire nei vari amminoacidi, 20 in totale.

Un DNA compresso. Analizzando l’intero genoma dell’Escherichia Coli, un batterio molto comune, gli scienziati sono riusciti a produrre solo 61 codoni per i 20 diversi amminoacidi che vengono utilizzati per costruire le proteine. Questo significa che la maggior parti degli amminoacidi sono codificati da più di un codone. Diversi codoni che sono utilizzati per lo stesso amminoacido sono conosciuti come ‘codoni sinonimi’. Dai test effettuati, è risultato che l’Escherichia Coli sintetico riusciva a vivere normalmente pur avendo 61 codoni invece di 64.

A cosa serve lo studio. Riuscire a dimostrare che un essere vivente può esistere con un DNA ‘compresso’, quindi con meno codoni, permette agli scienziati di pensare all’opportunità di sfruttare i codoni ‘avanzati’ per riprogrammare il codice genetico delle cellule per permettere l’introduzione di amminoacidi con proprietà diverse da quelle naturali e in grado di essere utili alla medicina e alla biotecnologia, e quindi a noi. Potremmo dunque dare ai batteri, intervenendo sul loro DNA, nuove istruzioni.

https://www.nature.com/articles/s41586-019-1192-5Lo studio, intitolato “Total synthesis of Escherichia coli with a recoded genome”, è stato pubblicato su Nature.