La rabbia è una malattia infettiva trasmessa dal morso o dalla saliva di animali infetti che porta alla morte in pochi giorni se non trattata adeguatamente. Vediamo cosa c'è da sapere sulla rabbia, quali sono i sintomi, perché è importante la vaccinazione e in quali casi siamo seriamente a rischio.

Rabbia, cos'è

La rabbia silvestre è una malattia infettiva acuta provocata dal virus lyssavirus che colpisce direttamente il nostro sistema nervoso, così come quello dei mammiferi, e che porta a morte se non trattata adeguatamente. La rabbia silvestre è una zoonosi cioè si trasmette dagli animali all'uomo, per questo è fondamentale la vaccinazione quando sappiamo di trovarci in zone a rischio in cui sono presenti mammiferi selvatici.

Come si trasmette la rabbia

La rabbia entra nel nostro corpo per contatto diretto con la saliva di soggetti infetti, quind morsi, ferite, graffi e mucose. Insomma, basta il morso di un mammifero selvatico malato per essere in serio pericolo di vita.

I sintomi della rabbia

La rabbia colpisce il sistema nervoso e si presenta con sintomi che variano con il passare dei giorni: se inizialmente la malattia si presenta con malessere generale, febbre, cefalea e vomito, dopo poco compaiono anche iperattività motoria e agitazione, ai quali si aggiungono convulsioni e perdita di lucidià. Se il paziente non entra in coma, i sintomi continuano ad aggravarsi con eccessiva salivazione, idrofobia, contrazioni muscolari e difficoltà respiratorie. L'ultima fase della malattia conduce a morte.

Curare la rabbia

Non esiste una vera e propria cura contro la rabbia, la malattia ha però un vaccino da somministrare almeno 21 giorni prima del rischio di entrare in contatto con mammiferi infetti, ad esempio se sappiamo di dover fare un viaggio all'estero, e un trattamento vaccinale antirabbico post-contagio, da effettuare immediatamente dopo il contatto con la malattia. La tempestività è fondamentale poiché una volta che il virus raggiunge il sistema nervoso non c'è nulla fa fare.

Cosa fare in caso di morso

Le linee guida prevedono di lavare immediatamente la ferita con abbondante acqua e sapone per almeno 15 minuti e di recarsi immediatamente al pronto soccorso per il trattamento post-contagio.

Rabbia e animali

La rabbia silvestre colpisce solo i mammiferi, ad esempio i selvatici, in particolare volpi, tassi, faine ed erbivori selvatici, ma anche i nostri animali domestici, quindi cani, gatti, furetti, equini, bovini e ovocaprini. Negli animali, la rabbia si presenta modificando il normale comportamento dell'individuo che appare più diffidente ed aggressivo, compaiono anche difficoltà motoria e paralisi che portano alla morte.

Rabbia in Italia

In Italia la rabbia era stata debellata fino a qualche anno fa, ma negli ultimi anni è ricomparsa nel nordest del nostro Paese (in particolare Friuli Venezia Giulia e Veneto), a causa di epidemie nei paesi confinanti.