Ogni minuto che passa vengono macellati mediamene tra i 140 e i 180 polli da carne, precedemente storditi con acqua elettrificata, che non arrivano del tutto privi di coscienza alla loro destinazione finale, ritrovandosi dunque a sentire dolore prima di morire. Animal Equality ci accompagna nel dietro le quinte degli allevamenti intensivi italiani di polli e ci mostra come la vita di questi animali sia spesso caratterizzata da privazioni, dolore e mancanza di benessere.

I polli degli allevamenti. I polli che mangiamo sono quelli appartenenti alla specie Gallus Gallus, è spiegano da Animal Equality, mostrano “una forte motivazione ad esprimere i propri comportamenti naturali: in particolare beccare il terreno, fare bagni di sabbia e appollaiarsi di notte”. I polli sono animali senzienti, che hanno abilità cognitive, emozionali e sociali proprio come noi e per questo le condizioni di vita a cui sono costretti negli allevamenti prima, e nei macelli dopo, non sono da considerarsi in linea con le loro necessità di specie. In Italia oltre il 95% dei polli crescono proprio in allevamenti intensivi.

Oggetti non esseri viventi. Le immagini di Animal Equality ci mostrano come questi animali vengano trattati dalla loro nascita fino alla morte:

  • Operatori che maneggiano senza alcuna cura i pulcini
  • Pulcini abbandonati a morire nei corridoi dell’incubatoio
  • Operatori che maltrattano gli animali colpendoli con violenza
  • Giovani polli malati e coperti di ferite
  • Operatori che afferrano i polli per le ali e li lanciano nelle macchine per la cattura
  • Animali morti all’interno degli allevamenti
  • Metodi di stordimento inefficaci
  • Animali macellati pienamente coscienti

Allevare ‘bene' è possibile. Ad oggi un pollo arriva alla macellazione dopo sole 6 settimane di vita: questi animali sono stati selezionati geneticamente per poter svilupparsi più in fretta, riducendo quindi i tempi di permanenza negli allevamenti e, di conseguenza, incrementando il numero di esemplari allevabili. Stiamo parlando di individui che arrivano nei nostri piatti senza neanche aver raggiunto la maturità sessuale. Allevare ‘bene' è possibile, per questo Animal Equality lancia una petizione su polloitaliano.it con cui spera di ottenere “un maggior controllo delle condizioni degli animali, la sospensione dei metodi di stordimento inefficaci e la cessazione dell’utilizzo di razze a crescita rapida, una delle principali cause delle sofferenze dei polli”.