2 Maggio 2018
14:36

Cosa sapeva la Philip Morris sui rischi della nicotina per la nostra salute

I ricercatori ci spiegano quanto la relazione tra nicotina e dipendenza fosse importante per la Philip Morris e come la compagnia si sia comportata di conseguenza.
A cura di Zeina Ayache

La Philip Morris nel 2000 ha ammesso che la nicotina era responsabile della dipendenza da fumo, ma da quanto tempo ne era consapevole? I ricercatori della University of California, San Francisco, hanno analizzato i documenti, un tempo segreti, della compagnia per capire da quanto tempo (e se) questa fosse a conoscenza dei problemi di dipendenza legati alla sostanza, prima di ammetterlo pubblicamente.

Nicotina e anni 2000. Per decenni la Philip Morris ha negato la relazione tra nicotina e dipendenza da fumo, nel 2000 però ha pubblicamente adottato la politica comune secondo cui si confermava questa connessione: la compagnia si trovava dunque da un lato ad ammettere gli effetti della nicotina, promuovendo una riduzione del consumo di questa sostanza, dall'altro sponsorizzava il fumo attraverso campagne pubblicitarie per le sue sigarette.

Dagli anni '90 al 2006. Leggendo alcuni dei documenti segreti della compagnia, i ricercatori hanno scoperto che, una volta dichiarata la nicotina potenzialmente pericolosa per la salute, la Philip Morris, tra il 1990 e il 2006, ha continuato a studiarne gli effetti nel tentativo di sviluppare prodotti più sicuri: le carte riguardanti i problemi di dipendenza prendono in considerazione diversi fattori, psicologici sociali ed ambientali.

I vantaggi di queste ricerche. Secondo gli scienziati, gli studi realizzati dalla Philip Morris hanno permesso all'azienda di modificare il mercato e tenere lontane le politiche di intervento sociale e ambientale attraverso la promozione di prodotti meno ‘pericolosi', quindi con una ridotta quantità di nicotina.

Conclusioni. Anche se mancano molti elementi per poter capire effettivamente quale fosse la totale conoscenza della Philip Morris, quanto scoperto è utile a dimostrare che per studiare la dipendenza da nicotina bisogna necessariamente prendere in considerazione anche altri fattori, come appunto quello ambientale, quello psicologico e quello sociale.

Lo studio, intitolato "Public versus internal conceptions of addiction: An analysis of internal Philip Morris documents", è stato pubblicato su PlosONE.

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