"Dai diamanti non nasce niente" diceva De André, ma i ricercatori della University of Bristol non sarebbero d'accordo. Secondo una recente scoperta infatti, un diamante da loro realizzato sarebbe in grado di produrre una quantità di energia sufficiente per almeno 5.730 anni. Ma come è possibile? In pratica gli scienziati hanno sviluppato una tecnologia che utilizza le scorie nucleari per generare elettricità in una batteria nucleare. Per riuscirci hanno prima creato un diamante e poi lo hanno posizionato in un campo radioattivo, questo ha permesso di generare una piccola corrente elettrica potenzialmente eterna.

Attualmente, le tecnologie che utilizziamo per generare elettricità usano l'energia per muovere un magnete attraverso una bobina di filo, il diamante creato dagli scienziati invece è in grado di produrre una ricarica semplicemente stando in prossimità di una fonte radioattiva. "Non ci sono parti mobili coinvolte" spiega Tom Scott, uno dei responsabili della scoperta.

Il prototipo della batteria al diamante utilizza il Nickel-63 come fonte di radiazioni, ma i ricercatori stanno facendo in modo di migliorarne l'efficienza utilizzando il carbonio-14, una versione radioattiva del carbonio. E da dove lo prendono? La buona notizia è che il carbonio-14 può essere prelevato da tutti i materiali radioattivi che ci avanzano e che ci costano un sacco, visto che devono essere smaltiti secondo procedure di sicurezza molto rigide.

Il problema però è che per quanto l'energia utilizzata si consumerà del 50% tra migliaia anni, a scarseggiare è l'energia che fornisce. In che senso? La batteria al diamante contiene un grammo di carbonio-14 e può conferire 15 joule al giorno di energia e raggiungerà la metà della sua carica tra 5.730 anni. Una batteria AA alcalina invece conferisce 700 joule per ogni grammo, pesa 20 grammi, ma si esaurisce il 24 ore.

La batteria al diamante è dunque per ora interessante solo per quegli oggetti che consumano pochissima batteria. Insomma, per trasformare in realtà il sogno di non dover ricaricare lo smartphone a metà giornata, dovremo aspettare che gli scienziati riescano a capire come rendere più potente la loro batteria.

[Foto copertina di gr8effect]