L’attività fisica fa bene alla nostra salute, anche a quella del cervello. A sostenerlo sono i ricercatori della Radiological Society of North America attraverso uno studio effettuato su un gruppo di pazienti affetti da deterioramento cognitivo lieve che implica un deficit cognitivo collegato alla memoria che sta a metà strada tra la demenza e l’invecchiamento normale. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno scoperto che l’attività fisica, per questa tipologia di pazienti, è in grado di incrementare il volume specifico, o locale, di alcune aree del cervello. Come è possibile?

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno chiesto la partecipazione di 35 adulti affetti da deterioramento cognitivo lieve e li hanno suddivisi in due gruppi: a quelli appartenenti al primo (composto da persone di mediamente 63 anni) è stato chiesto di svolgere attività aerobica come tapis roulant, cyclette o macchina ellittica per quattro giorni a settimana per sei mesi, a quelli appartenenti al secondo gruppo (composto da persone di mediamente 67 anni) è stato invece chiesto di fare stretching, sempre quattro volte a settimana e per sei mesi.

Durante il periodo di test, quindi i sei mesi, i ricercatori hanno analizzato il cervello dei partecipanti attraverso risonanza magnetica funzionale e li hanno comparati tra loro utilizzando strumenti di misurazione del volume e della forma del cervello. I dati raccolti hanno dimostrato che per entrambi i gruppi il volume del cervello era incrementato nella maggior parte della materia grigia, incluso il lobo temporale che supporta la memoria a breve termine. Messo a confronto con il gruppo che aveva svolto solo stretching, il gruppo che ha svolto attività aerobica mostrava un incremento del volume del cervello in generale (sia la materia grigia, la il tessuto cerebrale).