Lo chiamano “orso d'acqua” ed è considerato l'animale che più riesce a sopravvivere in ambienti decisamente avversi. Una specie di super creatura che però non ha l'aspetto che possiamo immaginarci. Innanzitutto il suo vero nome è Tardigrada ed è un invertebrato, il che ci suggerisce già che la sua taglia non può essere certo quella di un orso. Le sue dimensioni variano tra 0,1 e 1,5 mm e vive in tutto il Pianeta, da ambienti marini a terrestri, senza distinzione, si trova infatti sia nelle profondità oceaniche che tra i ghiacciai di Antartide. Su questo animale i ricercatori puntano costantemente gli occhi, come dimostra lo studio intitolato “Recovery and reproduction of an Antarctic tardigrade retrieved from a moss sample frozen for over 30 years” e pubblicato su Cryobiology che ha analizzato il livello di sopravvivenza di alcuni tardigradi congelati per 30 anni.

Come spiegano i ricercatori, era il 1983 quando, presso la stazione Showa in Antartide, furono raccolti alcuni campioni di tardigrada e un uovo surgelati per 30 anni a -20 gradi Celsius. In queste condizioni, chiamiamole avverse, i tardigradi e le uova si sono ritrovati in uno stato di vita ametabolico, la criptobiosi, in cui i vari processi metabolici si dovrebbero fermare e che potrebbe portare l'individuo a vivere, ipoteticamente, per sempre.

La criptobiosi è reversibile, nel marzo 2014 i ricercatori hanno infatti “decongelato”, attraverso un processo graduale, i due soggetti adulti, battezzati SB-1 e SB-2, purtroppo quest'ultimo è morto. Quanto invece a SB-1, gli scienziati spiegano che si muoveva già dopo il primo giorno di reidratazione e che ha iniziato a nutrirsi dal 13esimo giorno. Ma non è tutto.

SB-1 non ha sorpreso gli studiosi solo per la sua capacità di sopravvivenza, ma anche per le 19 uova prodotte, 14 delle quali si sono schiuse dando vita a soggetti sani.

Quanto all'uovo, battezzato SB-3, si è schiuso al sesto giorno di reidratazione e ha deposto 15 uova, 7 delle quali hanno dato vita a dei piccoli tardigradi.