Credit: Historic Environment Scotland (HES)
in foto: Credit: Historic Environment Scotland (HES)

Per la prima volta, una ricostruzione ci permette oggi di sapere com’era il cane del Neolitico. Il tutto è nato da un teschio di cane trovato a Orney, nella Cuween Hill Chambered Cairn, una tomba risalente a migliaia di anni fa. Ecco com’era fatto il cane e cosa c’è da sapere sul suo ruolo nella società di 4.000 anni fa.

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Una ricostruzione importante. Era il 1991 quando i ricercatori trovarono nella tomba 24 teschi di cane che si calcola siano stati seppelliti nella tomba circa 500 anni dopo la sua costruzione, forse per un rituale funerario. Grazie alla ricostruzione, guidata da Amy Thornton, oggi abbiamo una ricostruzione realistica, con tanto di muscoli e peli, del cane del Neolitico resa possibile dalla stampa in 3D e dall’uso di silicone e pelo: il risultato finale è un cane che ricorda molto il lupo grigio europeo, come potevamo immaginarci. Quanto realizzato è interessante anche perché si tratta del primo caso di ricostruzione di un animale attraverso i metodi forensi di solito utilizzati per l’essere umano.

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Chi era il cane del Neolitico. La scoperta è interessante anche perché ci svela qualcosa in più sul ruolo del cane nel Neolitico, quando si pensa fosse considerato un animale molto importante e trattato come un animale domestico utile sia per fare la guardia, sia per occuparsi delle pecore. E non è tutto. “I resti scoperti a Cuween Hill suggeriscono che i cani avevano un significato particolarmente speciale per i contadini che vivevano intorno e usavano la tomba circa 4500 anni fa. Forse i cani erano il loro simbolo o totem, forse pensavano a se stessi come al "popolo cane””, spiegano i ricercatori.

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Conclusioni. Conoscere meglio il cane del Neolitico, spiegano gli scienziati, ci permette inoltre di comprendere meglio come le persone all’epoca si relazionassero con questo animale, come se ne prendessero cura e lo venerassero.