Gli alti tassi di mortalità ospedaliera per Covid-19 registrati negli Stati Uniti nei primi mesi della pandemia sono diminuiti di oltre un terzo entro giugno 2020, segnando un ulteriore calo fino a novembre dello scorso anno. Lo rileva una nuova analisi pubblicata su Jama Network Open dai ricercatori dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington che hanno esaminato le cartelle cliniche di oltre 20mila pazienti ricoverati negli ospedali statunitensi per Covid-19 da marzo a novembre 2020.

L’indagine ha evidenziato che il tasso di mortalità è stato del 19,1% nei mesi di marzo e aprile, dell’11,9% a maggio e giugno, dell’11% a luglio ed agosto e del 10,8% da settembre a novembre. “Rispetto a marzo e aprile – indicano gli autori della ricerca – i tassi di mortalità ospedaliera per Covid-19 sono diminuiti del 38% entro maggio e giugno, con una modesta ulteriore riduzione entro novembre”. Quasi un terzo dei pazienti, osserva inoltre lo studio, è stato ricoverato in terapia intensiva e uno su cinque ha richiesto ventilazione meccanica.

Nel cercare le possibili cause della variazione, gli studiosi hanno tuttavia osservato che fattori come età, sesso, altre patologie pregresse e gravità della malattia al momento del ricovero non spiegavano completamente il calo dei tassi di mortalità . “Capire perché i tassi di mortalità sono cambiati è importante per i medici che lavorano per migliorare gli esiti nei pazienti ospedalizzati con Covid-19 –  ha detto il dottor Gregory Roth, autore principale dello studio e professore associato di Medicina presso l’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington – . Sono necessarie ulteriori analisi per comprendere i driver in modo più preciso, ma si parla di una necessità cruciale per la condivisione delle informazioni e l’identificazione delle migliori pratiche ospedaliere che possono impedire che i tassi di mortalità aumentino nuovamente, in particolare durante le possibili future ondate di Covid-19”.

L’analisi dei dati ha indicato solo alcuni piccoli cambiamenti nelle caratteristiche dei pazienti deceduti durante il periodo di studio, inclusa una lieve riduzione dell’età, un aumento della proporzione di donne e un aumento dell’indice di massa corporea. “I nostri risultati suggeriscono che il calo della mortalità possa essere dovuto a cambiamenti nel carico degli ospedali e nel trattamento – ha spiegato Roth – . Con più varianti in circolazione e molti Paesi ancora alle prese con ospedali sovraccarichi e scarse risorse, più ne sappiamo e meglio è”.