Gli scienziati della University of California hanno scoperto, quasi per caso, l'abilità degli usignoli di prevedere le condizioni climatiche, in particolare l'arrivo di forti tempeste.

Gli usignoli dalle ali dorate prevedono i cambiamenti climatici
in foto: Gli usignoli dalle ali dorate prevedono i cambiamenti climatici

[Foto di shell game]

Fuggi fuggi generale

Due giorni prima che una forte tempesta colpisse il Tennesse, gli usignoli dalle ali dorate, i Vermivora chrysoptera, sono stati visti “fuggire” dalle montagne, dove giusto poco tempo prima erano arrivati per la stagione della riproduzione. Si tratta di un comportamento del tutto anomalo, una migrazione non prevista e scoperta mentre un gruppo di ricercatori stava testando la capacità di questi animali di trasportare sul dorso dei geo localizzatori.

In volo per la salvezza

Gli usignoli hanno abbandonato la zona della riproduzione per fuggire dalla tempesta
in foto: Gli usignoli hanno abbandonato la zona della riproduzione per fuggire dalla tempesta

[Foto di Laura Gooch]

Il gruppo di volatili ha preso la fuga quando la tempesta era a 900 chilometri di distanza e si è diretto verso Cuba, da dove ha fatto ritorno una volta passato il maltempo: gli usignoli hanno percorso 1,5 chilometri in 5 giorni. Il Dottor Henry Streby, che ha seguito questo fenomeno, spiega che “La cosa più strana è che gli uccelli siano fuggiti molto prima dell'arrivo del temporale. Praticamente mentre i meteorologi avvisavano la popolazione dell'imminente cambio climatico, i volatili stavano già evacuando la zona”. Il Dottor Streby e i suoi colleghi parlano di una previsione di 24 ore.

Infrasuoni responsabili

Dal Tennessee fino a Cuba e ritorno per 1500 metri di viaggio in 5 giorni
in foto: Dal Tennessee fino a Cuba e ritorno per 1500 metri di viaggio in 5 giorni

[Foto da Wikipedia.org]

Il sospetto è che gli uccelli siano in grado di recepire gli infrasuoni associati al maltempo. Il Dottor Streby spiega che “Meteorologi e fisici sanno ormai da tempo che le tempeste provocano infrasuoni molto potenti che possono propagarsi a centinaia di chilometri di distanza dal loro centro”. E proprio questi viaggiano alla stessa frequenza dei suoni ai quali gli uccelli sono sensibili, come spiegato nella rivista Current Biology, dove è stata pubblicata la ricerca. L'obiettivo dei ricercatori adesso è comprendere le reazioni di questi animali di fronte all'aumento degli uragani antropogenetici, per capire come se questo possa avere ripercussioni sulle stagioni della riproduzione.