Le emozioni possono influenzare l'attivazione del nostro cervello? Sì secondo i ricercatori della University of California San Francisco che, proprio su questo argomento, hanno pubblicato su Scientific Reports lo studio intitolato “Emotional Intent Modulates The Neural Substrates Of Creativity: An fMRI Study of Emotionally Targeted Improvisation in Jazz Musicians”. Dopo aver eseguito una serie di scansioni del cervello di un gruppo di pianisti jazz, gli scienziati hanno infatti notato che l'attivazione dei circuiti neuronali associati alla creatività varia a seconda del tipo di emozione provata.

Prima di questo studio, i ricercatori sostenevano che la creatività agisse sul cervello attivando e spegnendo sempre gli stessi network cerebrali. L'attuale ricerca invece suggerisce che quando un atto creativo è connesso ad una specifica emozione, la natura stessa dell'emozione influenza quale parte del circuito neuronale, connesso alla creatività, attivare.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno analizzato il cervello di un gruppo di pianisti jazz attraverso risonanza magnetica funzionale e osservato il livelli di attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale (CPFDL), coinvolta nei processi organizzativi. Per comprenderne i cambiamenti, hanno chiesto ai musicisti di suonare sia cercando di concentrarsi su emozioni positive che su negative. Così facendo hanno notato che la CPFDL veniva coinvolta meno quando la musica tendeva all'allegria. Diversamente, in caso di musica triste, l'area del cervello coinvolta era quella legata alla ricompensa.

Questo, fanno sapere gli studiosi, potrebbe spiegare perché la musica allegra sia considerata più piacevole di quella triste.