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Come il medico parla, ci aiuta a guarire: l’empatia è un’arma potente contro la malattia

Gli esperti dell’Università di Udine hanno osservato l’attività del cervello delle persone in relazione ad alcune vignette e hanno scoperto che il modo in cui il medico comunica con noi, e il livello di empatia a cui riesce ad arrivare, influenzano il nostro approccio alla malattia. Ecco cosa c’è da sapere.
A cura di Zeina Ayache
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Le parole e la gestualità che un medico utilizza per parlare della malattia con il paziente hanno effetti evidenti sul cervello e conseguenze che possono essere negative o positive sul modo in cui la persona affronta la sua condizione. Questo è quanto sostengono gli esperti dell’Università di Udine che, con la Fondazione Giancarlo Quarta Onlus, hanno osservato il comportamento del cervello delle persone in relazione alle parole utilizzate dai medici per presentare una malattia, vediamo insieme cosa hanno scoperto.

L’empatia ‘parla’ al cervello. I ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di 30 persone, 11 maschi e 19 femmine tra i 19 e i 33 anni, di sottoporsi ad alcuni test mentre veniva eseguita loro la scansione cerebrale, utile a vedere le aree del cervello in attività. Ai partecipanti è stato chiesto di guardare una serie di vignette che mostravano situazioni di aiuto-influenzamento e riconoscimento-valorizzazione e successivamente di esprimere il loro apprezzamento o meno nei confronti dei diversi stili di comunicazione osservati.

Quali aree del cervello si attivano. Dai dati raccolti, è emersa una stretta relazione tra le parole gentili, di valorizzazione e attente pronunciate dai medici e l’attivazione della sfera sensoriale, in particolare la corteccia visiva, diversamente, le vignette che mostravano comportamenti di influenzamento stimolavano le regioni del cervello legate alla teoria della mente e all’acquisizione di comportamenti. Insomma, secondo gli esperti, una buona comunicazione da parte del medico, improntata non solo a gratificare il paziente, ma anche a stimolarlo, permette di affrontare diversamente la malattia.

I bisogni del paziente. Gli esperti spiegano che i malati hanno diversi bisogni che, attraverso corretti stili comunicativi, possono essere soddisfatti dai medici:

  • Bisogno di capire, poiché il malato ha bisogno di conoscere i dettagli della malattia
  • Bisogno di sicurezza nel futuro, per capire cosa aspettarsi dal domani
  • Bisogno di essere compresi emotivamente ed essere a proprio agio nella situazione, questo permette di tranquillizzare il paziente, motivarlo e dargli speranza
  • Bisogno di attenzione, avere quindi la certezza di essere ascoltato dal medico
  • Bisogno di decidere, per sentirsi parte attiva nel processo di guarigione

Comprendere che la parole del medico possono influenzare l’approccio del paziente alla malattie è fondamentale, l’empatia è importante quanto la diagnosi per poter affrontare il percorso di guarigione.

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