La prima foto di un buco nero che dista a 56 milioni di anni luce da noi è ormai diventata storia, ma cos’è fatto un buco nero? Scopriamolo insieme attraverso lo scatto che ha già cambiato la storia.

Cos’è il buco nero della prima foto storica

Come spiega Ciriaco Godd, dell’Università di Nijmegen e Leiden in Olanda, l’immagine ottenuta è consistente con l’ombra di un buco nero rotante, detto ‘Buco nero di Kerr’ e mostra un anello con un disco oscuro al centro e una emissione asimmetrica intorno. Le dimensioni angolari, spiega, ci fanno capire che si tratta di una massa che è circa sette miliardi di volte più grande del Sole. Per quanto riguarda l’asimmetria nell’anello invece gli esperti la spiegano come un effetto relativistico, un Doppler beaming o Doppler boosting, cioè quando un plasma si muove a velocità che raggiungono quasi quelle della luce in rotazione intorno ad un buco nero, amplifica l’emissione del plasma che si muove nella nostra direzione. E il disco scuro al suo interno, al centro, individua l’orizzonte degli eventi. Il suo aspetto è dovuto al plasma che viene ‘inghiottito’ e quindi scompare.

Perché i buchi neri sono fatti così

Un buco nero è un oggetto cosmico molto compresso che contiene una quantità enorme di massa all’interno di una regione che è però minuscola, questo fa sì che la sua presenza influenzi in modo estremo l’ambiente che lo circonda al punto da deformare lo spazio-tempo e surriscaldare qualsiasi materiale circostante. I buchi neri sono dunque circondati da materia, plasma incandescente, che viene inghiottita fino a scomparire nell’orizzonte degli eventi, mentre un’altra parte di materiali viene espulsa a velocità relativistica, cioè alla velocità della luce, in potentissimi jet di materia: questo da ‘vita’ all’emissione di sincrotrone.

Un buco nero come se lo aspettavano gli scienziati

Considerato il buco nero come immerso in una regione luminosa, quindi il disco di gas incandescente, gli esperti spiegano che si aspettino che crei una regione oscura che è simile ad un ombra, che è poi qualcosa di previsto dallo stesso Einstein e che non era mai stato osservato prima. Quest’ombra, nello specifico, è causata dalla distorsione o curvatura gravitazionale e dalla cattura della luce dall’orizzonte degli eventi e rileva molto sulla natura dei buchi neri.