Esiste una malattia parassitaria, che si chiama Amebiasi, che è in grado di provocare un'infestazione a livello intestinale e di fegato e che può portare a conseguenze anche gravi. Vediamo tutto quello che c'è da sapere sull'Amebiasi e come un'ameba può entrare nel nostro corpo.

Amebiasi, cos'è

Quando parliamo di amebiasi ci riferiamo ad una malattia parassitaria la cui trasmissione è provocata da un parassita, un'ameba, nello specifico l'Entamoeba histolytica, che può provocare problemi alla salute di varia entità, in alcuni casi può essere addirittura asintomatica.

Come si trasmette l'Amebiasi

La trasmissione della malattia è per via oro-fecale quindi o contatto diretto tra persone, o mangiando e bevendo cibo o acqua contaminato da materiale fecale o per via sessuale in seguito a contatti orali-anali o oro-genitali. In generale la persona malata è l'unica sorgente dell'infezione e il periodo di incubazione varia da pochi giorni fino ad alcuni mesi, ma mediamente è di 2/4 settimane. Fino a quando il soggetto è contagioso continua l'escrezione di cisti ed esistono anche ‘portatori sani cronici', anche se sono rari.

Sintomi dell'Amebiasi

L'Amebiasi si presenta in diversi modi, in alcuni casi può essere anche senza sintomi. In ogni caso l'infezione può essere:

  • Amebiasi acuta, con diarrea e feci sanguinolente
  • Amebiasi cronica, con sintomi gastrointestinali, perdita di peso e febbre (occasionale)
  • Amebiasi extraintestinale, quando il parassita raggiunge il fegato e altri organi dove causa un ascesso epatico e provoca febbre e dolore

Diagnosi e cura dell'Amebiasi

La diagnosi dell'Amebiasi arriva in presenza di cirsti o trofozoiti di E. histolytica in campioni di feci, in biopsie tissutali o materiale prelevato dalle ulcere attraverso proctoscopia, un esame invasivo endoscopico del retto e dell'ultimo tratto del colon. Esistono poi test sierologici che cercano nel sangue determinati anticorpi. Quanto alla cura dipende dalla gravità dell'infezione. In caso di presenza di sintomi si prescrive un antibiotico, si sconsigliano gli antidiarroice e, nel casi di amebiasi extraintestinale potrebbe risultare necessaria la chirurgia.

Precauzioni su pazienti con Amebiasi

Una volta accertato che un paziente è stato infettato bisogna lavare tutto ciò che ha toccato a temperature superiori a 60 gradi. I soggetti poi non devono toccare nulla fino a che non sono guariti e le cisti non sono scomparsi.

Prevenire l'Amebiasi

Non esiste alcun vaccino per questo è necessario fare attenzione come per tutte le malattie a trasmissione oro-fecale, diventa importante dunque:

  • evitare il cibo che è rimasto a temperatura ambiente all'aperto e gli alimenti crudi (a parte frutta e verdura che possono essere mangiati senza buccia), così come in generale l'acqua e il ghiaccio non fatto con acqua potabile
  • evitare crostacei e molluschi
  • lavarsi sempre le mani
  • bere solo bevande imbottigliate e mangiare cibi cotti