Credit: Eric S. Carlson / Ben A. Potter
in foto: Credit: Eric S. Carlson / Ben A. Potter

La più antica popolazione di nativi americani – chiamata Antichi Beringi – è stata scoperta grazie alle analisi del DNA condotte sui resti di due bambine vissuta 11.500 anni fa, una delle quali deceduta a sole sei settimane. Oltre a portare alla luce una popolo precedentemente sconosciuto, il codice genetico della piccola ‘sunrise girl-child' (Xach'itee'aanenh T'eede Gaay) e di ‘dawn twilight girl-child' (Yełkaanenh T'eede Gaay) ci racconta anche in che modo il Nord America fu colonizzato per la prima volta e soprattutto quando. I loro resti, infatti, sono stati trovati in Alaska nel sito archeologico chiamato Upward Sun River, e proprio in questi luoghi giunsero dall'Asia i primi colonizzatori del Nuovo Mondo attraversando la Beringia, un ponte di terra che un tempo collegava la Siberia all'Alaska.

Credit: Ben A. Potter
in foto: Credit: Ben A. Potter

Sino ad oggi si riteneva che tali migrazioni avvennero tra i 12mila e 15.500 anni fa, tuttavia l'analisi demografica condotta grazie ai resti delle piccole sposta a circa 20mila anni fa l'evento migratorio. Il loro codice genetico differisce da quello dei due più antichi rami di nativi americani precedentemente conosciuti (i Nord e i Sud). Secondo i ricercatori dell'Università dell'Alaska di Fairbanks che hanno coordinato le indagini, i nativi americani ancestrali si separarono circa 35mila anni fa dalle popolazioni asiatiche, e 15 mila anni dopo, in seguito a una migrazione di massa attraverso la Beringia, si separano in due gruppi: uno diede vita agli Antichi Beringi, l'altro diede a tutti gli altri nativi americani.

“È la prima volta che abbiamo ottenuto prove genomiche dirette sul fatto che tutti i nativi americani possono essere ricondotti a una popolazione di origine, attraverso un singolo evento di migrazione fondatore”, ha sottolineato il professor Eske Willerslev, un genetista evoluzionista dell'Università di Cambridge (Regno Unito) che ha partecipato allo studio. La popolazione a cui appartenevano le due piccole, probabilmente cugine di primo grado, si insediò nel Tardo Pleistocene e prosperò per migliaia di anni, prima di essere assorbita dalle altre linee di nativi americani. La storia, suggerisce il professor Ben Potter che ha condotto lo studio, è probabilmente più complessa, e in futuro si faranno sicuramente altre scoperte sorprendenti sui primi nativi americani. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

[Credit: Università dell'Alaska Fairbanks]